Usa pronti a finanziare la rinascita dell’Iran? Trump: “Una bufala dei Democratici”
È già oggetto di confronto il contenuto dell’accordo raggiunto tra Iran e Stati Uniti, che sarà formalmente sottoscritto tra tre giorni, venerdì 19 giugno, a Ginevra, in Svizzera. Ad alimentare il dibattito è stata la notizia secondo cui Washington sarebbe pronta a mettere a disposizione dell’Iran un fondo di investimento privato da 300 miliardi di dollari, destinato a favorire la ricostruzione e la crescita economica del Paese mediorientale.
Secondo alcune indiscrezioni, questa disposizione rappresenterebbe uno dei 14 punti inseriti nel Memorandum d’Intesa che Stati Uniti e Iran hanno accettato di siglare e sarebbe subordinata a una condizione preliminare: che Teheran accetti di raggiungere un accordo sul nucleare. Stando a quanto riferito dal Financial Times, il fondo sarebbe finanziato da società private internazionali e non da Governi, mentre le modalità operative per la sua attuazione verrebbero definite entro 60 giorni dalla firma dell’accordo.
$300 mld all’Iran? Trump nega: “Fake news democratiche”
Sessanta giorni durante i quali, come già noto, le parti proseguirebbero il confronto sullo Stretto di Hormuz e soprattutto sul programma nucleare iraniano, tema sul quale Trump è tornato recentemente a esprimersi con un messaggio sui social: “L’Iran non la possiederà mai”.
L’indiscrezione, attribuita a fonti a conoscenza del dossier, troverebbe la propria motivazione nella volontà di incentivare gli investimenti nel settore energetico iraniano, verso il quale si registrerebbe l’interesse di soggetti e imprese “in Europa, in Asia, in Corea del Sud, Giappone …”, oltre che statunitensi. Tuttavia, il nodo della questione sarebbe proprio questo: non soltanto l’apparente contraddizione di un Paese che, dopo aver iniziato il conflitto, si ritroverebbe a sostenere i costi della ricostruzione e del rilancio economico dell’Iran, ma anche il fatto che l’amministrazione Trump possa essere associata a un trasferimento di risorse verso Teheran, nonostante in passato “The Donald” avesse attaccato l’accordo raggiunto da Barack Obama, accusandolo di aver inviato “pacchi di denaro”.
Trump ha quindi tentato di spegnere le polemiche: “La storia secondo cui gli Stati Uniti starebbero pagando all’Iran 300 milioni di dollari è una fake news, diffusa dai Democratici”, ha scritto su Truth a margine del vertice del G7. Sulla stessa linea si è espresso anche il vicepresidente JD Vance, intervenuto a Fox News: “L’accordo dice che non riceveranno un solo centesimo di denaro americano (…). Se gli iraniani si comportassero bene, inviteremmo altri Paesi, non noi, ad investire nel loro Paese”.
Parole che sembrano smentire quanto emerso fino a pochi giorni fa, quando le anticipazioni sul Memorandum facevano riferimento a un piano per la ricostruzione voluto “dagli Stati Uniti e dai loro alleati”.

