La Francia si prepara a una giornata ad alta tensione, con un dispositivo di sicurezza imponente per contenere la nuova ondata di proteste sociali. Sono 70mila gli agenti di polizia e i gendarmi mobilitati su tutto il territorio nazionale, diecimila in più rispetto alle precedenti manifestazioni. In campo anche blindati, mezzi con idranti, elicotteri, droni e militari a protezione degli edifici pubblici e dei siti strategici. Il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, ha annunciato un rafforzamento massiccio delle forze dell’ordine, assicurando una linea di fermezza nei confronti dei responsabili dei disordini.
Blindati, droni e militari: massima allerta nelle città
Il dispositivo prevede l’impiego di circa venti blindati Centaure della gendarmeria e quindici mezzi della polizia dotati di cannoni ad acqua. Alle unità speciali si aggiungeranno reparti a cavallo, sistemi antidroni ed elicotteri. Anche militari della missione Sentinelle saranno impegnati nella protezione di edifici pubblici e infrastrutture strategiche. Gendarmi verranno inviati anche nelle aree normalmente affidate alla polizia nazionale, comprese le grandi città maggiormente esposte al rischio di nuovi episodi di violenza. Per rafforzare ulteriormente il presidio, saranno impiegati anche agenti in formazione e richiamato parte del personale in congedo.
La stretta riguarda anche le manifestazioni. Il presidente Emmanuel Macron ha disposto il divieto dei cortei, salvo quelli promossi da soggetti ritenuti legittimi, come i sindacati. Spetterà ai prefetti valutare le condizioni locali, autorizzando le iniziative considerate compatibili con la sicurezza oppure imponendo percorsi alternativi.
Nelle aree più sensibili restano in vigore i coprifuoco, mentre sono vietati il trasporto di materiale pirotecnico e quello di carburanti. Nuñez ha promesso che le forze dell’ordine saranno “inflessibili” con chi si renderà responsabile di violenze, denunciando numerosi appelli alla rivolta diffusi sui social, in particolare da gruppi dell’estrema sinistra.
Sul fronte giudiziario, le procure sono state coinvolte per accelerare la gestione degli arresti e la comparizione dei fermati davanti alla giustizia. Secondo il ministro della Giustizia Gérald Darmanin, dopo le violenze dello scorso fine settimana 232 persone risultano in carcere, in attesa di giudizio oppure già condannate.
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