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Esteri

di Enzo Coniglio

Complimenti a SiciliaInformazioni per aver deciso di aprire una finestra sulle primavere arabe destinate a lambire con forza la nostra Isola e per aver voluto affidare a Fady Ashraf Adly il primo commento di introduzione: non poteva essere più chiaro e più corretto pur nella brevità di unarticolo che merita comunque qualche annotazione da parte degli osservatori della sponda nord. Fahdy scrive: "Si può affermare che il risultato delle rivolte fu insieme un successo ed un insuccesso. Successo, perché vennero cacciati i dittatori e il popolo ebbe ragione; insuccesso, perché dopo la fine del regime non è arrivata la democrazia." Se esaminiamo il risultato di quelle rivolte alla luce della storia della conquista della democrazia in Italia e nei Paesi occidentali, ci rendiamo conto che si può parlare solo di un normale processo di democratizzazione scandito da eventi dalle fasi alterne e come tali non definibili in termini di successo e di insuccesso. La cacciata dei dittatori ha rappresentato un primo passo positivo ma è evidente che essi non potevano essere sostituiti da una classe "democratica" nel senso occidentale del termine perché non era stato creato nei decenni precedenti, in quei Paesi, un processo di crescita e di partecipazione democratica. La democrazia - Fahdy lo sa bene - non si afferma automaticamente con la morte del dittatore di turno, così come la condanna a morte del re di Francia e di molti nobili ha avuto come reazione l'avvento di Napoleone, la coalizione dei Paesi conservatori, la restaurazione e nuove rivoluzioni fino alle due grandi guerre. Se confrontiamo l'esperienza occidentale e quella in corso nella sponda Sud dei nostri "cugini" ci rendiamo conto che la democrazia è un processo progressivo attraverso cui una larga base della popolazione prende coscienza della propria identità, dei propri valori e decide di essere artefice diretta dei propri destini, senza dimenticare due elementi altrettanto importanti: il primo che il dittatore rappresenta interessi vitali di gruppi di potere locali ed internazionali che non scompaiono con lui e che non sono disposti a farsi spodestare. Il secondo elemento è che per l'affermazione di una autentica democrazia, non basta conclamare la carta dei diritti e dei doveri; occorre assicurare alla popolazione "il pane", un lavoro stabile che dia dignità e libertà. "Mohammed Bouazizi, - ci ricorda Fahdy - si è ucciso dandosi fuoco per protestare contro la corruzione e la situazione economica del paese.

La gente moriva di fame e non poteva partecipare alle decisioni politiche. Fame e dispotismo, dunque." Allontanare e uccidere un dittatore, per quanto paradossale possa sembrare, è la parte più facile; dare lavoro e benessere ridistribuendo la ricchezza è senza dubbio la parte più difficile e di lungo termine soprattuto se pensiamo che nel Mediterraneo meridionale e nel Medio Oriente vivono oltre 80 milioni di giovani che hanno una età inferiore ai 30 anni e che rivendicano il diritto inalienabile ad una vita dignitosa e di alta qualità che il lavoro e l'accesso alla istruzione possono garantire. Un vero e duraturo successo, in questo contesto, non dipende soltanto dalle rivolte da parte dei nostri "cugini"; dipende anche da noi, dalla capacità di saper creare una alleanza strategica tra le due sponde e soprattutto tra i giovani di tutte le culture e religioni contro il nemico comune: la speculazionefinanziaria internazionale, la finanziarizzazione della economia e il dominio del capitale sulla persona umana. Si consoli il nostro cugino Fahdy: non sono soltanto i Paesi arabi a dover conquistare la democrazia; la devono riconquistare anche i vecchi Paesi dell'occidente soprattutto attraverso i giovani delle due sponde che dovranno unirsi e creare al più presto un Segretariato permanente dei Giovani del Mediterraneo e il Partito Popolare Giovanile che ponga l'uomo al centro di una nuova Primavera, senza dimenticare che non esiste una Primavera senza un autunno e senza un inverno che potrebbe trasformarsi in un autentico inferno come la storia ci insegna.

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