Groenlandia, Londra tratta con l'Ue per l'invio di militari. I Paesi nordici smentiscono Trump: "Intorno all'isola nessuna nave russa o cinese" - Affaritaliani.it

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Ultimo aggiornamento: 11:33

Groenlandia, Londra tratta con l'Ue per l'invio di militari. I Paesi nordici smentiscono Trump: "Intorno all'isola nessuna nave russa o cinese"

Downing Street è in trattativa con gli alleati europei per l'invio di una forza militare in Groenlandia per proteggere l'Artico e alleviare i timori di Donald Trump sulla sicurezza

di Salvatore Isola

Media, Gb in trattativa con alleati Ue per invio forza militare in Groenlandia

Downing Street è in trattativa con gli alleati europei per l'invio di una forza militare in Groenlandia per proteggere l'Artico e alleviare i timori di Donald Trump sulla sicurezza. Lo scrive il Telegraph. Nei giorni scorsi, i funzionari britannici hanno incontrato i loro omologhi di altri paesi, tra cui Germania e Francia, per dare inizio ai preparativi. I piani, ancora in una fase iniziale, potrebbero prevedere l'impiego di soldati, navi da guerra e aerei britannici per proteggere la Groenlandia dalla Russia e dalla Cina. Le nazioni europee sperano così di convincere Trump ad abbandonare la sua ambizione di annettere l'isola.  

Groenlandia, media: Trump chiede un piano per l'invasione. Militari cauti 

Il presidente americano Donald Trump ha ordinato ai comandanti delle forze speciali di elaborare un piano per l'invasione della Groenlandia, ma i militari sono cauti e stanno facendo resistenza. Lo scrive il giornale britannico The Mail on Sunday. Secondo le fonti sentite dal giornale, "i 'falchi' intorno al presidente degli Stati Uniti, guidati dal consigliere Stephen Miller, sono stati cosi' incoraggiati dal successo dell'operazione per catturare il leader del Venezuela Nicolas Maduro che vogliono muoversi rapidamente per impadronirsi dell'isola prima che la Russia o la Cina facciano loro una mossa".

Per questo, hanno convinto Trump a chiedere al Joint Special Operations Command (Jsoc) di predisporre il piano. I capi di stato maggiore pero' avrebbero avvertito che si tratterebbe di un'azione illegale e che il Congresso non la sosterrebbe. E starebbero tentando di distrarre Trump con la battaglia alla flotta fantasma di petroliere russe o con un attacco all'Iran.

La diplomazia britannica, spiega il Daily Mail, ritiene che si tratti di una mossa elettorale in vista del voto di medio termine a novembre, che potrebbe dare il controllo del Congresso ai democratici. Questo, si sottolinea in un cablo diplomatico, porterebbe alla distruzione della Nato. E potrebbe essere proprio il risultato sperato. "Alcuni funzionari europei sospettano che questo sia il vero obiettivo della fazione Maga intorno a Trump. Dal momento che il Congresso non permetterebbe a Trump di uscire dalla Nato, occupare la Groenlandia potrebbe costringere gli europei ad abbandonare l'Allenza. Se Trump vuole porre fine alla Nato, questo potrebbe essere il modo piu' conveniente per farlo", si legge nel tetso riportato dal Daily Mail. 

Groenlandia, i paesi nordi contro Trump 

I Paesi nordici smentiscono le affermazioni di Donald Trump sull'attività di Mosca e Pechino intorno alla Groenlandia. Lo riporta il Financial Times, citando alcuni diplomatici nordici con accesso ai briefing dell'intelligence Nato. Negli ultimi anni "non c'erano tracce di navi o sottomarini russi e cinesi" nell'area, hanno affermato gli alti funzionari. Una linea sostenuta anche dal ministro degli Esteri norvegese, Espen Barth Eide: "Non è corretto affermare che ci siano molte operazioni di Russia o Cina nei pressi della Groenlandia - ha detto all'emittente Nrk -. C'è attività nei nostri dintorni. Ma pochissima lì". 

Nato: "La minaccia nell'Artico cresce, rafforziamo le attività"

"Gli alleati stanno collaborando strettamente sulle questioni artiche", di recente è stato "concordato di approfondire la nostra comprensione delle attività nell'Artico e incrementare le nostre attività ed esercitazioni nell'estremo nord. La cooperazione militare in questa regione non è mai stata così forte". Lo ha detto il comandante supremo delle forze alleate, il generale Alexus Grynkewich, alla conferenza su politica di sicurezza e difesa di Salen, in Svezia. "Nell'estremo nord, navi russe e cinesi stanno conducendo sempre più pattugliamenti congiunti", ha sottolineato, aggiungendo che la minaccia diventerà "sempre maggiore". 

Commissario Ue: "I tempi della pax americana sono finiti" 

Per l'Europa "adesso è il momento di realizzare" quanto prefissato sulla difesa, "perché, come ha detto di recente il cancelliere Merz, i tempi della pax americana sono finiti". Lo ha detto il commissario Ue Andrius Kubilius alla conferenza sulla politica di sicurezza di Salen, in Svezia. Dopo "la strategia di sicurezza nazionale di Washington, il Venezuela e le minacce alla Groenlandia, ora è ancora più chiaro che dobbiamo costruire l'indipendenza dell'Europa", ha sottolineato.

"Ci troviamo di fronte a due sfide: la minaccia russa e il ritiro americano verso l'Indo-Pacifico. Gli Stati Uniti ci chiedono di essere pronti ad assumerci la piena responsabilità della difesa convenzionale dell'Europa. E non possiamo dissentire da questa richiesta", ha evidenziato Kubilius, ricordando l'avvio del programma comunitario Defence Readiness 2030. "L'Europa dev'essere più indipendente e autonoma: l'ex presidente della Commissione Juncker, il presidente Macron e l'ex cancelliera Merkel pronunciavano parole molto simili 10 anni fa, dopo l'occupazione russa della Crimea", evidenziando la necessità di "superare la frammentazione industriale, raggiungere l'interoperabilità e persino di un esercito europeo, ma ciò non si è concretizzato", ha osservato il politico lituano. "L'indipendenza della difesa significa che dobbiamo essere pronti, all'interno della Nato, ma con una presenza americana molto minore in Europa - ha aggiunto -. L'incertezza sul futuro del partenariato transatlantico richiede la nostra determinazione". 

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