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Esteri
Migranti, Moavero: "Porti aperti fino a modifica missione Sophia"
Foto LaPresse

"Nel giro di qualche settimana si arriverà alla modifica delle regole operative della missione militare Sophia che dovrebbe porre fine allo sbarco delle persone salvate in un unico Paese, l'Italia". Lo ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi a Berlino dopo l'incontro con il collega tedesco Heiko Maas. La questione era già stata posta qualche giorno fa a Bruxelles ma aveva ricevuto il secco no dai paesi della Ue. Adesso, però, Moavero rilancia e assicura che in poco tempo riuscirà a convincere l'Europa. Nel frattempo, però, "per un periodo di cinque settimane", cioè il tempo che i partner si sono dati per trovare una soluzione sulla distribuzione dei migranti, "l'Italia garantirà l'approdo nei propri porti di tutte le persone salvate" dalle navi della missione.

Intanto continua la polemica a distanza tra il ministro dell'Interno Matteo Salvini e la Open Arms continua. Dopo il caso del salvataggio di Josefa nel Mediterraneo e l'annunciata - poi smentita - denuncia dell'Ong alla Guardia costiera italiana per omicidio colposo e omissione di soccorso, il leader della Lega attacca l'organizzazione spagnola. E, come di consueto, utilizza i social per coinvolgere le migliaia e migliaia di persone che lo seguono su Facebook e Twitter:  "La nave Ong Open Arms (quella degli insulti e delle denunce inesistenti) sta dirigendo verso il canale di Sicilia (possibile destinazione zona Sar libica). Altre provocazioni in vista? Vi tengo informati!" scrive il ministro dell'Interno postando una mappa con le navi delle Ong, presenti nel Mediterraneo.

Da bordo dell'Open Arms gli risponde il deputato di Leu e segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni. "La Open arms e il suo equipaggio stanno per ripartire. E io con loro - scrive in calce a un tweet siglato dall'hashtag #dapadre, voluta citazione di salvini.  "Da qui alla zona sar ci sono tre giorni di navigazione - racconta ancora Fratoianni - Nell'attesa ci prepariamo. Medici e soccorritori spiegano le manovre di salvataggio e messa in sicurezza. Siamo partiti per fare una cosa semplice. Salvare vite. In fondo è tutta qui la differenza. Tra salvare e lasciar morire".

L'attività social di Salvini oggi è cominciata molto presto. Prima della polemica con Open Arms, infatti, il ministro dell'Interno se l'era presa con la Turchia: "Da inizio anno sono sbarcati in Italia 1.200 immigrati arrivati via mare dalla Turchia - aveva scritto su Twitter  - ma per controllare l'immigrazione la Ue sta regalando alla Turchia 6 miliardi di euro alla stessa Turchia. Qualcosa non torna, qualcuno non fa ciò che dovrebbe?".

Poi il ministro ha fatto sapere di aver donato il sangue, ma dalla sede dell'Avis ci ha tenuto a sottolineare che gli ultimi naufragi che hanno provocato altre vittime nel Mediterraneo sono "il colpo di coda degli scafisti che vedono che il loro business che sta finendo, usano gommoni sgonfi, motori fuori uso e barconi in condizioni disperate. Sono delinquenti e assassini, come chi li aiuta. Speriamo sia l'ultima estate di morti". "Stiamo lavorando per avere meno sbarchi e meno partenze - ha aggiunto Salvini - Meno gente parte e meno gente muore, il mio ruolo di ministro mi impone fare questo".

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