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Non c’è più il Macron di una volta

Il presidente francese fra nazionalismo ed opportunismo

Non c’è più il Macron di una volta
brigitte macron

Emmanuel Macron aveva alimentato le solite speranze provinciali di alcuni intellettuali e politici nostrani che avevano visto in lui, bello, bravo e buono, un nuovo messia d’oltralpe, pronto ad indicare la via ad una Europa confusa e smarrita.

Ed invece, in soli pochi mesi, Macron ha ribaltato la sua immagine: si è mostrato un nazionalista convinto e in ispecie per molto aggressivo nei confronti dell’Italia intervenendo a gamba tesa sulle vicende libiche -in cui il nostro Paese ha interessi storici ed economici- e, da ultimo, sulla questione dei cantieri nazionalizzati ai nostri danni.

Parimenti, Macron si è proposto come sponda naturale a Trump che pur sempre l’uomo più potente del mondo, alla faccia della idea di una UE unita e coesa nei valori fondamentali.

Però anche in Francia ha cominciato ad essere criticato. Il “caso Brigitte”, e cioè il tentativo di fare avere uno status ufficiale riconosciuto a sua moglie sul “modello Trump”, lo ha costretto ad una rapida retromarcia.

Al ritorno dalle vacanze dovrà poi gestire il rognoso problema della riforma del codice del lavoro e le opposizioni non gli faranno certo sconti.