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Esteri
Parigi/ Paniccia: "Europa, Usa e Russia si uniscano contro l'Isis"

di Lorenzo Lamperti
twitter11@LorenzoLamperti

Arduino Paniccia, docente di Studi strategici all'Università di Trieste e direttore della nuova Scuola di Competizione Internazionale in collaborazione con Ca' Foscari a Venezia, analizza in un'intervista ad Affaritaliani.it gli scenari geopolitici e militari dopo gli attentati di Parigi.

Professor Paniccia, gli attacchi a Parigi che cosa ci dicono dell'Isis e della sua strategia?

I terroristi dell'Isis hanno cambiato ancora una volta strategia. Hanno alzato il livello della loro azione incrementando la componente militare. E' stato al fine determinante l'intervento russo che ha fatto percepire al Califfato la possibilità della formazione di una coalizione internazionale ben più forte di quella vista finora. A questo punto la decisione è stata quella di prendere l'iniziativa nelle proprie mani.

Perché hanno scelto la Francia?

L'hanno scelto perché l'avevano già attaccato e hanno capito che dopo la riforma dei servizi segreti del 2014 l'intelligence francese è in estrema paralisi. Hanno fatto base sul Belgio, diventato ormai uno degli epicentri del terrorismo internazionale e base europea del Califfato. Si tratta di un dato inquietante perché significa che hanno scelto accuratamente, dimostrando una capacità di intelligence notevole.

Come si può sviluppare ulteriormente la strategia dell'Isis?

Gli attacchi in Europa continueranno. L'errore della Francia e dell'Europa è stato quello di considerare Charlie Hebdo comne il punto culminante della strategia terroristica e invece era solo l'inizio. C'è poi un altro fondamentale aspetto troppo spesso trascurato e non preso nella giusta considerazione dall'Europa: qui non siamo più di fronte a gruppi di terroristi nascosti nelle montagne afghane. L'Isis ha una forte componente militare ma anche una fortissima componente politica. Sono riusciti a costriure un vero e proprio Stato del terrorismo.

Prima di questi attacchi si parlava di lupi solitari ed emuli. Ora cambia tutto?

C'è stato un salto di qualità fortissimo. Siamo di fronte ad assassini, veri militari di professione. Negli attacchi hanno agito in maniera lucida: prima hanno combattuto, poi si sono fatti saltare in aria. Sono addestrati in maniera perfetta.

Dove possono aver ricevuto questo addestramento?

In Arabia Saudita, Turchia, Iraq, Siria, Libia. Ma quello che conta è che questi combattono sul serio. Sono stati addestrati sul campo, davanti a nemici, e non solo a parole. L'intelligence europea fin qui è stata un colabrodo ma ora deve capire che ci vuole il medesimo salto di qualità.

Pare che l'Isis abbia detto che i prossimi obiettivi sono Londra e Roma.

Questo mi convince meno, così come i passaporti lasciati sui luoghi degli attacchi. L'Isis usa molto bene la propaganda, vivono di questo ed è chiaro che vogliono dare l'immagine di quelli che possono colpire dove e quando vogliono. L'Europa per vincere deve batterli.

Quale risposta dovrebbe dare l'Europa e l'Occidente in generale?

Trasformerei immediatamente il tavolo dei negoziati internazionali di Vienna in un tavolo militare Nato-Russia. La Russia ha dimostrato di avere una strategia più precisa ed efficace degli Usa, anche perché lì nel 2016 si vota e per forza di cose il coinvolgimento di Washington sarà più freddo. L'Europa deve capire che deve fare fronte comune con Mosca, è inutile proseguire il balletto di accuse e sospetti reciproci, si fa solo il gioco dell'Isis. Ci vuole una grande coesione del'intelligence europea che finora è stata un vero colabrodo.

Intanto Obama ha fatto marcia indietro sulla Russia e ha riconosciuto gli sforzi di Mosca sulla Siria.

E' da tempo che militari americani e russi si parlano. A fare la prima mossa era stato Israele. Netanyahu e Putin hanno capito che continuando come prima si rischiava di spararsi a vicenda e dare una grande gioia all'Isis. Allo stesso modo gli Usa stanno seguendo questa strada. Le intese tra militari non bastano, ci vogliono operazioni vere.

Sarebbe d'accordo con la chiusura delle frontiere?

Guardi, finora l'intelligence europea ha lasciato passare di tutto, anche attraverso i flussi migratori con gente legata al terrorismo penetrata dall'area balcanica. La chiusura delle frontiere può essere un'idea solo ed esclusivamente se l'Europa la prende insieme, altrimenti finisce che lo faranno solo i piccoli Stati dell'Est. In questo senso trovo intelligente la proposta di Cameron, presa troppo sottogamba dai tedeschi.

Il procuratore nazionale antiterrorismo Roberti ha detto che gli italiani devono essere "pronti a limitazioni della libertà di comunicazione". Un "Patriot Act" all'italiana può essere la risposta giusta ai rischi di terrorismo?

Non so quanta importanza possano avere le intercettazioni nel caso della guerriglia militare urbana. Io più che limitare libertà parlerei di difesa delle nostre libertà. Se dobbiamo fare dei sacrifici per essere sicuri si possono anche fare ma adotterei un'ottica diversa. Comunque meglio un muro che un altro attentato.

Quanto rischia l'Italia, considerando anche che alle porte c'è il Giubileo?

Sicuramente anche l'Italia è nel novero dei Paesi che l'Isis può attaccare, ma non credo che sia nella prima linea. C'è anche da dire che la nostra capacità di intelligence è molto alta.

Che cosa dovrebbe fare il governo per aumentare il livello di sicurezza?

Innanzitutto bisogna abrogare la parola "tagli" per quanto riguarda la sicurezza. La sicurezza è un interesse nazionale fortissimo. In più mobiliterei di più le forze armate mettendo in piedi forze speciali preparate a far fronte al rischio terroristico.

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