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Esteri
Presidenziali Usa, l'identikit dei candidati. E' scontro Bush-Clinton

Manca ancora più di un anno al giorno delle elezioni presidenziali americane, che si terranno l’8 novembre 2016. La potente macchina politica americana sta però scaldando i motori per l’appuntamento elettorale più importante dell’anno. I candidati stanno uscendo alla scoperto. Se dalla parte democratica non si vedono all’orizzonte avversari in grado di sottrarre la nomination a Hillary Clinton, sul versante repubblicano la corsa sarà senza dubbio più accesa.

Conosciamo i protagonisti che, ad oggi, hanno manifestato l’intenzione di concorrere per la nomination del proprio partito, fondamentale per concorrere alla carica di Presidente degli Stati Uniti.

Partito democratico

Hillary Clinton

Impossibile riassumere in poche righe la biografia di Hillary Rodham Clinton. Ci prova lei stessa su Twitter, dove si descrive come “Wife, mom, grandma, women+kids advocate, FLOTUS, Senator, SecState, hair icon, pantsuit aficionado, 2016 presidential candidate.” Hillary Clinton è la prima (ex) first lady a candidarsi a una carica politica. Senatrice dello stato di New York dal 2001 al 2009, Segretario di stato dal 2009 al 2013, candidata alla nomination del partito democratico nel 2008, quando a vincere era stato Obama, ora Hillary ci riprova: il 12 aprile 2015 rompe gli indugi e annuncia ufficialmente la sua candidatura diffondendo un video in cui afferma: “Ogni giorno gli Americani hanno bisogno di un campione. Quel campione voglio essere io”. 

Il primo evento pubblico della campagna si è tenuto lo scorso 13 giugno a New York. Un discorso di sinistra, lo hanno definito gli osservatori, teso a riconquistare quegli elettori democratici che nella precedente tornata elettorale avevano preferito Obama proprio perché più in grado di scaldare i cuori degli elettori. Hillary può farlo, almeno in questa prima fase della campagna, perché all’orizzonte non si intravedono altri Obama, avversari in grado di strapparle la nomination democratica. Molto più probabile che, una volta ottenuta la nomination, la retorica cambi per andare ad abbracciare l’elettore medio e, perché no, l’elettore Repubblicano.

Lincoln Chafee

Ex senatore e attuale governatore dello stato di Rhode Island, Lincoln Chafee ha un passato da Repubblicano (liberale, quando sedeva in Senato veniva spesso definito alla sinistra dei senatori democratici conservatori; è stato l’unico senatore repubblicano a votare contro l’intervento in Iraq del 2003). Nel 2007 abbandona il Partito repubblicano e, dopo qualche anno da indipendente, nel 2013 entra nel Partito democratico. Il 3 giugno scorso ha annunciato ufficialmente la propria candidatura alle elezioni del 2016.

Martin O’Malley

Governatore del Maryland dal 2007, con un passato da sindaco di Baltimora (nel 2002 Esquire l’ha definito “il miglior giovane sindaco del paese”), Martin O’Malley ha annunciato ufficialmente su Twitter la sua candidatura lo scorso 30 maggio.

Bernie Sanders

Senatore dello stato del Vermont dal 2007, indipendente ma in quota al Partito democratico, Bernie Sanders è balzato agli onori delle cronache nel 2010 per il suo ostruzionismo (filibustering), durato otto ore e 34 minuti, alla proposta di legge per l’estensione dei tagli fiscali dell’era Bush. La sua campagna ha preso avvio ufficialmente il 26 maggio scorso a Burlington.

Partito repubblicano

Jeb Bush

Governatore della Florida dal 1999 al 2007, John Ellis “Jeb” Bush è il fratello minore del notorio George W., secondogenito di George H.W. e Barbara Bush. Repubblicano di razza, membro di una delle grandi dinastie della politica americana, Jeb, come si fa chiamare, ha rilasciato negli scorsi anni dichiarazioni piuttosto critiche nei confronti delle frange più conservatrici del partito, tacciate di rigidità e indisponibilità al compromesso. Finora pare essere riuscito nell’intento di dissociarsi dal pesante cognome, e dalla controversa eredità del fratello George W., ma la corsa è ancora lunga.

Ben Carson

Neurochirurgo noto per essere stato il primo al mondo a separare una coppia di gemelli siamesi congiunti a livello del cranio, Carson ha lasciato la professione nel luglio 2013, affermando “I'd much rather quit when I'm at the top of my game”. Il 4 maggio ha annunciato ufficialmente la propria candidatura.

Ted Cruz

Senatore dello stato del Texas dal 2013, Ted Cruz ha ricoperto per dieci anni il ruolo di solicitor general dello stesso paese, divenendo il primo ispanico a ricoprire tale ufficio in Texas. Di origini cubane da parte di padre, Ted Cruz è il candidato del Tea Party, ma soprattutto è il candidato sul quale il GOP potrebbe puntare per attrarre il voto della vasta popolazione ispanico-americana.

Carly Fiorina

Ceo di Hewlett-Packard dal 1999 al 2005, Carly Fiorina è una businesswoman nel campo dell’informatica e dell’hi-tech con velleità politiche fin dal 2006, quando iniziò a lavorare per la campagna di John McCain, portando taluni a vociferare circa la sua possibile promozione a vice-presidente nel caso di vittoria di McCain. Lo scorso 4 maggio ha annunciato la propria candidatura.

Lindsey Graham

Senatore dello stato del South Carolina dal 2003, ex colonnello dell’aeronautica Usa, in politica dal 1993, anno della sua prima elezione alla Camera dei rappresentanti della South Carolina. Considerato un falco, Graham è conosciuto per la sua strenua difesa del settore militare e del ruolo attivo degli Usa nelle questioni internazionali. Critico del Tea Party, si è detto disponibile a lavorare con i democratici su questioni quali riforma fiscale e dell’immigrazione.

Mike Huckabee

Governatore dello stato dell’Arkansas dal 1996 al 2007, Huckabee ha già partecipato alla corsa alla nomination repubblicana nel 2008, quando a uscire vincitore fu John McCain. In questi anni si è costruito una carriera come commentatore televisivo, tanto da creare un proprio programma, The Huckabee Report. Il 5 maggio ha annunciato ufficialmente la propria candidatura.

George Pataki

Governatore dello stato di New York dal 1995 al 2006, noto per aver sconfitto alle elezioni del 1994 l’imbattibile Mario Cuomo. La sua candidatura è nell’aria dal 2008, quando, dopo aver esplorato la possibilità di candidarsi, optò per la rinuncia. Pro-choice, favorevole a una legge che dia pieni diritti alla popolazione omosessuale e fautore di programmi sanitari in favore delle fasce più povere della popolazione, Pataki rientra tra quei repubblicani di orientamento più progressista, come testimoniato anche dal fatto che sia riuscito a farsi eleggere nello stato di New York, tipicamente liberal.

Rand Paul

Senatore dello stato del Kentucky dal 2011, figlio di Ron Paul (il due volte candidato alla nomination repubblicana), Rand Paul è un aperto sostenitore del Tea Party. Nel febbraio 2015 è salito agli onori della cronaca per aver dichiarato che gli stati non dovrebbero obbligare i genitori a vaccinare i propri figli; dichiarazione poi ritrattata con tanto di video in cui si mostra lui stesso nell’atto di farsi vaccinare.

Rick Perry

Governatore del Texas dal 2000 al 2015, Perry si è candidato alla nomination repubblicana già nel 2012, salvo poi ritirarsi dalla competizione dando il proprio appoggio a Mitt Romney. Membro dei boy scout d’America, si distingue per posizioni molto nette sui temi sociali. Ha più volte definito come “socialista” la riforma sanitaria varata dall’amministrazione Obama, si oppone fortemente ai matrimoni omosessuali e si dichiara a favore della pena di morte.

Marco Rubio

Senatore dello stato della Florida dal 2011, origini cubane, Marco Rubio è, insieme a Ted Cruz e Bob Menendez, uno dei tre latinos che siedono in Senato. Fortemente vicino al Tea Party e assestato su posizioni fortemente conservatrici, Rubio potrebbe attrarre i voti di giovani e ispanici.

Rick Santorum

Senatore della Pennsylvania dal 1995 al 2007, già candidato alla nomination repubblicana nella precedente tornata elettorale, Rick Santorum ci riprova. Il 27 maggio ha annunciato ufficialmente la propria candidatura. Il candidato di riferimento della comunità cattolica, Santorum si distingue per posizioni fortemente conservatrici sulle questioni sociali.

Donald Trump

Classe 1946, magnate del business americano e padre del reality show The Apprentice, Donald Trump è uno degli uomini più ricchi al mondo. Ha annunciato ufficialmente la propria candidatura con un discorso tenuto presso la Trump Tower di New York, proprietà di famiglia, il 16 giugno. Nel discorso, Trump attaccava duramente Obama e invocava l’avvento di un vero leader per far tornare l’America al primo posto nel mondo.

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