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Esteri
Putin, Renzi, Trump e le "altrui castagne"

 

Renzi snobba le amministrative prossime venture e va da Putin per il Forum Italia - Russia dove auspica che "la Ue e la Federazione Russa tornino ad essere buoni vicini" ma non si sbilancia sulla possibilità che l'Italia appoggi un rinnovo a soli tre mesi e non sei delle sanzioni visto che si avvicina la data della verifica.
In ogni caso Renzi dice di essere contrario al rinnovo delle sanzioni e indica la sede del Consiglio  europeo come il posto in cui trattare il problema.
Da quanto emerge Putin sta attendendo con interesse l'esito dell'elezioni del Presidente Usa; paradossalmente egli sa che il bellicoso Trump sarebbe un presidente "migliore" per la Russia di quanto potrebbe essere uno pseudo - pacifista democratico se è vero come è vero che tutte le guerre americane l'hanno scatenate presidenti appunto democratici e non certo repubblicani.
Infatti, Thomas Wilson coinvolse gli Usa nella prima guerra mondiale, Franklin Delano Roosevelt nella seconda e il "mitico" John Fitzgerald Kennedy in soli due anni provocò la crisi di Cuba e la guerra nel Vietnam, poi continuata da Lyndon Johnson, tutti esponenti del Partito Democratico.
Ed una spiegazione c'è. I repubblicani, storicamente, sono isolazionisti e non vogliono spendere soldi per tirare fuori dal fuoco le altrui castagne; anche dell'altra candidata e cioè Hilary Clinton Putin ha detto che "la gente cambia quando si assume responsabilità" per poi aggiungere che, secondo un proverbio russo, "moglie e marito sono lo stesso diavolo". Un giudizio certo non lusinghiero verso quella che potrebbe essere la prima donna Usa presidente ma che la dice lunga sulla real politik seguita da Putin.
La Russia e Putin piacciono molto in Italia e Francia a Salvini e la Le Pen; l' ex colonnello del Kgb incarna infatti l' idealtipo dell' "uomo forte" e tradizionalista che piace molto a destra motivo forse per cui ci fu molta sintonia anche con Berlusconi.
Tuttavia la politica e la politica egli affari sono affari. Putin, con un mal celato sorrisetto, si è rivolto al premier Renzi dicendogli che le sanzioni imposte dall' Ue colpiscono molto di più le aziende europee e le italiane in particolare che quelle russe e lo ha invitato a smettere di avere pazienza nell'America che utilizza l' alleato europeo solo in chiave tattica anti - russa.
Sullo sfondo la questione dell' Ucraina di cui la Russia si è riappropriata in un periodo di difficoltà economiche dovute, oltre che alla crisi mondiale, anche al tracollo del prezzo del petrolio di cui la Russia è grande produttrice.
Putin guarda con attenzione quale combinazione della matrice delle possibilità si verificherà nello scenario mondiale: Trump e Brexit, No Trump no Brexit, Brexit e No Trump, No Brexit e Trump.
La sua soluzione favorita, ne siamo certi, sarebbe l'accoppiata "Trump - Brexit" che farebbe pienamente felice l'orso russo che da un po' di tempo ha fame per via di una voluta mancanza di approvvigionamento di rosei salmoni...

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