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Esteri
Scandalo nella Polizia inglese: spaccio, rapine, prostituzione e criminalità

Rapina, traffico di stupefacenti, gestione della prostituzione o famiglie legate alla criminalità organizzata: il curriculum di molti poliziotti britannici mette i brividi

Un ufficiale di polizia del Regno Unito ha rapito, violentato e ucciso una ragazza di 33 anni, Sarah Everard (una dirigente del settore marketing), dopo averla arrestata con la falsa accusa di aver aver violato le restrizioni Covid. Il ministero dell'Interno britanninco ha quindicommissionato una ricerca sugli agenti nel Paese.

Un caso inquietante, quello di Sarah, che ha scosso l’opinione pubblica, anche a fronte di diversi reati commessi in precedenza dall’uomo ed emersi in seguito all’arresto, il tutto condito dal suo cambio di corpo di appartenenza senza che nessuno si rendesse conto degli atti precedenti.

Il report si concentrava sugli agenti polizia, i vigili del fuoco e quelli di soccorso (HMICFRS), al fine di valutare un’eventuale propensione a comportamenti scorretti o anche a commettere reati. Gli autori dell’indagine hanno sentito 11.000 persone, tra ufficiali e personale. Ne esce un ritratto inquietante che danneggia i tanti colleghi estranei.

Molti agenti di polizia maschi britannici guardano video osé quando sono in servizio, tormentano le colleghe, e fermano senza motivazioni apparenti le auto guidate da "belle donne". Dall’indagine emerge nelle forze di polizia una cultura diffusa fatta di "misoginia, sessismo e comportamento predatorio nei confronti delle poliziotte, del personale e del pubblico". Delle donne che hanno risposto all’indagine, "un numero allarmante ha denunciato comportamenti spaventosi da parte di colleghi maschi", sollevando preoccupazioni sui rischi per le persone al di fuori della polizia. E questa è la parte più soft dell’indagine.

Risulta che non pochi agenti siano entrati in polizia nonostante avessero precedenti penali anche gravi, per rapina, traffico di stupefacenti, gestione della prostituzione o avendo familiari legati alla criminalità organizzata.

Gli ispettori hanno esaminato forze dell’ordine come il MET (Metropolitan Police Service), la Cumbria Constabulary (la forza di polizia territoriale in Inghilterra che copre la Cumbria, regione al confine con la Scozia) e quelle operanti nel Galles del Sud, a Nottingham e nel Dorse.

Nella raccolta delle prove delle indagini fatte dagli agenti per eventi delittuosi sono emerse anomalie tali da mettere in crisi le indagini stesse, così come la sicurezza dei cittadini coinvolti. Su 725 casi esaminati, in 131 la decisione assunta dall’agente è stata giudicata “nel migliore dei casi discutibile”.

"È fin troppo facile per le persone sbagliate entrare in polizia e restarci", ha affermato alla BBC l'ispettore britannico Matt Parr, facendo riferimento alla fragilità dei controlli sullo status degli agenti. Le forze di polizia non stanno fornendo la stretta supervisione e il monitoraggio necessari per coloro che vogliono entrare nelle forze dell’ordine.

"Se la polizia vuole ricostruire la fiducia pubblica e proteggere i propri ufficiali e personale femminile, il controllo deve essere molto più rigoroso e la cattiva condotta sessuale presa più sul serio", ha affermato l’ispettore.

Tra le altre è emerso che un capo della polizia ha permesso il trasferimento di un ufficiale accusato di aver aggredito sessualmente giovani ufficiali e un’altra persona, perché riteneva che avrebbe “reso il corpo di polizia più diversificato”.

I tagli alla spesa pubblica introdotti dal governo Conservatore dal 2010, combinati con l'abbandono o l’andata in pensione di ufficiali esperti, hanno significato un buco di 50.000 soggetti che il governo sta cercando di assumere. Attualmente, afferma il rapporto, le forze armate sono sotto un'enorme pressione per reclutare agenti. Ma durante la pandemia il reclutamento è stato fatto online e ha significato che alcune persone sono diventate agenti di polizia senza neanche interviste faccia a faccia.

 

 

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