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Scholz non è la Merkel, in Germania non lo vogliono più come cancelliere

La sua coalizione è sempre più in difficoltà e l’ultradestra avanza. Poi c’è la grana delle spie russe e lo scandalo Wirecard

Scholz non è la Merkel, in Germania non lo vogliono più come cancelliere
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Germania, Scholz potrebbe essere sostituito come cancelliere: c’è un grande favorito

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz rischia seriamente di perdere il posto. I tedeschi, secondo recenti sondaggi, sarebbero stufi del suo operato e la sua coalizione inoltre continua a perdere terreno a favore dell’ultradestra di Afd che avanza. Come se tutto questo non bastasse c’è anche lo scandalo delle spie russe e di quei 2 miliardi spariti dalle casse dello Stato, il Wirecard gate. I sondaggi per Scholz sono devastanti. Tre quarti della Germania è insoddisfatta del cancelliere: il peggior risultato di sempre. Sono numeri che innervosiscono i partner di governo: tra i liberali sono partite raccolte di firme per farla finita con la scomoda coabitazione con i verdi e i socialdemocratici. E il regalo di Natale della Cdu/Csu – l’opposizione del centrodestra popolare – è stata l’ennesima richiesta di un voto anticipato. Apparentemente la Spd continua a sostenerlo: lo ha blindato al recente congresso isolando qualche “ribelle” come Michael Roth.

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Ma qualcuno comincia a temere che un’altra tegola possa colpirlo, costringendolo al passo indietro. Tanto che in un’ala della Spd – prosegue Repubblica – si mormora già il nome di chi potrebbe sostituirlo senza provocare terremoti all’esecutivo. Anzi, attirerebbe più simpatie dei tedeschi di quelle che si percepiscono oggi alla Willy-Brandt-Haus. A porte chiuse sta circolando un nome che potrebbe sostituirlo: è quello del ministro della Difesa, Boris Pistorius. In tutti i sondaggi, è il politico più popolare in Germania dopo il presidente della Repubblica Steinmeier. Per Scholz, sostengono, il pericolo non viene da Berlino ma da Mosca. Da una “spia che venne dal freddo” e che al freddo è tornata. Due fonti parlamentari sussurrano a microfoni spenti che l’unico nome che il cancelliere debba temere è quello di Jan Marsalek, l’ex presunto enfant prodige della finanza tedesca tramutatosi improvvisamente nel corresponsabile del più grave scandalo finanziario della storia tedesca. E c’è anche chi è addirittura convinto che “grazie a Wirecard, Putin ha in mano il governo tedesco”.