Senza pietas, il vuoto morale di Trump  - Affaritaliani.it

Esteri

Ultimo aggiornamento: 09:36

Senza pietas, il vuoto morale di Trump 

Qui sta l’aspetto più disturbante del trumpismo: l’aridità morale

di Simone Rosti 

Donna uccisa dall'Ice negli Usa, il vuoto morale di Trump

Non è sulle politiche di Donald Trump che vale la pena soffermarsi oggi. Quelle — economiche, sociali, geopolitiche — finiranno nei libri di storia e come sempre divideranno il mondo in due fra chi applaude e chi fischia. Qui il punto è un altro, più elementare e più inquietante: la totale assenza di pietas. Una donna è morta, uccisa durante un’operazione dell’ICE, la polizia federale anti-immigrazione degli Stati Uniti.

Non una terrorista, ma una cittadina americana con una storia che — qualunque essa fosse — si è interrotta sotto i colpi di un’arma dello Stato. Di fronte a una morte così, l’umanità conosce da millenni una sola reazione degna: il silenzio. La pietas latina non è indulgenza, non è giustificazione, non è resa. È il rispetto dovuto alla fragilità della vita, prima ancora del giudizio.

Virgilio la mette sulle spalle di Enea mentre fugge da Troia in fiamme: non vince, non accusa, si ferma a portare il peso umano del dolore. Il Presidente Trump no, infatti la sua risposta pubblica è stata immediata e orientata alla difesa dell’agente e alla giustificazione dell’azione, descrivendo la donna con termini duri e attribuendole ogni responsabilità (unitamente al “Radical Left”) piuttosto che fermarsi davanti alla tragedia e alle incertezze dei fatti perché tutto si può dire tranne che la dinamica che ha portato all’uccisione sia stata univocamente chiara.

Una reazione immediata, quella di Trump, istintiva, brutale, una narrazione chiusa prima ancora che i fatti potessero respirare. Nessun dubbio, nessuna parola di cordoglio. La cosa più sconcertante è che non siamo di fronte a un incidente comunicativo, ma a un metodo. Trump non vuole conoscere il contesto, non attende i fatti, non contempla l’ambiguità.

Agisce d’istinto, a volte ci azzecca, spesso no. Ma il punto non è l’efficacia, ma il costo umano di questo approccio. Un capo di Stato non dovrebbe agire come un leone da tastiera, la sua voce dovrebbe contenere non incendiare. Dovrebbe almeno aprire uno spazio al dubbio: forse la mano è partita troppo in fretta. Dovrebbe riconoscere che, anche se colpevole, una persona morta merita rispetto, non assoluzione, ma umanità.

Qui sta l’aspetto più disturbante del trumpismo: l’aridità morale, la rinuncia deliberata alla pietas come valore pubblico. Una politica che non conosce il silenzio davanti a un cadavere è una politica che ha già perso il senso del limite. Fra qualche anno faremo i conti con i dazi, con le scelte geopolitiche, con gli autocrati rovesciati o sostenuti. Ma il bilancio più pesante sarà un altro: una società americana ancora più dura, più spaccata, più disabituata alla compassione. E senza pietas — ce lo insegna la storia prima ancora della politica — la comunità muore, resta solo il frastuono.