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Esteri
Siria, fonti Usa: "Missili russi caduti in Iran"

Alcuni missili a lungo raggio lanciati dalla Russia sulla Siria sono invece finiti sul territorio dell'Iran. A denunciarlo alcune fonti del Pentagono, che non spiegano se tali missili abbiano causato danni o vittime.

Pressing della Nato su Mosca: Gb invierà un centinaio di soldati in paesi baltici

'Un piccolo numero di soldati" britannici nei paesi baltici nell'ambito di misure per rassicurare gli alleati. Lo ha dichiarato il ministro della difesa britannico, Michael Fallon a Bruxelles. Secondo i media, si tratterebbe di un centinaio di truppe.

Immediata la risposta di Mosca: 'Truppe Gb nei Paesi Baltici? Risponderemo alla Nato

"Qualsiasi piano di avvicinamento delle infrastrutture militari della Nato alla Russia portera' ad una risposta reciproca per ristabilire la necessaria parita'": lo ha detto il portavoce del Cremlino.

Erdogan minaccia Russia, non compreremo più gas

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha minacciato la Russia di non comprare più il suo gas e di non cooperare più nella costruzione della prima centrale nucleare di Ankara se Mosca dovesse continuare a violare lo spazio aereo turco.

Le minacce Nato-Russia

La Nato e' pronta a inviare truppe in Turchia per difendere il Paese membro dell'Alleanza Atlantica qualora si rendesse necessario: lo ha sottolineato il segretario generale dell'Alleanza, dopo le tensioni tra Ankara e Mosca seguite alle violazioni dello spazio aereo turco da parte dei caccia russi impegnati nella campagna di bombardamento in Siria.

"La Nato e' pronta ed e' in grado di difendere tutti i suoi alleati, compresa la Turchia, contro qualsivoglia tipo di minaccia", ha detto Stoltenberg, conversando con i giornalisti, prima della riunione dei ministri della Difesa dell'Alleanza Atlantica a Bruxelles. "La Nato ha sempre risposto aumentando la sua funzione, la sua capacita', la sua preparazione schierando truppe anche nel sud, compresa la Turchia". "Anche oggi -ha fatto presente- incontrero' il ministro turco e nel corso della giornata valuteremo la situazione".

Dopo il caso dei caccia-bombardieri Usa che hanno centrato il 3 ottobre l'ospedale di Msf a Kunduz in Afghanistan, uccidendo almeno 22 persone, ora sarebbero stati i russi a macchiarsi di un crimine simile in Siria. Secondo l'organizzazione 'Physician for Human Rights' (Phr), basata a New York, jet di mosca hanno attaccato e danneggiato tre strutture mediche ad oltre 55 km dal piu' vicino territorio controllato da Isis. I primi due raid aerei sono avvenuti il 2 ottobre all'ospedale di campo di Latamneh nel nord della provincia di Hama, dove alcuni membri dello staff sono rimasti feriti, e poco dopo Benin nelle campagna di Idlib. Il giorno dopo e' stata la volta dell'ospedale di al-Burnas a nord di Latakia, vicina al confine con la Turchia. Fortunatamente, riferisce il britannico The Independent, non si sono registrate vittime ma feriti, anche se le strutture sono state gravemente danneggiate. I russi da parte loro hanno ammesso di aver effettuato bombardamenti in ciascuna delle tre aree ma non hanno riconosciuto di aver colpito alcuna struttura medica.

Oltre il 90% dei raid russi in Siria "non hanno colpito l'Isis o terroristi affiliati ad Al Qaeda". Lo ha affermato il portavoce del Dipartimento di Stato Usa, John Kirby. Gli attacchi di Mosca sono stati "in gran parte contro gruppi di opposizione" a Bashar Assad "che vogliono un futuro migliore per la Siria e non vogliono piu' il regime di Assad al potere", ha aggiunto il portavoce.

Anche gli Stati Uniti non attaccano solo "terroristi" in Siria: cosi' il ministero della Difesa russo ha replicato alle accuse di Washington che nei giorni scorsi aveva denunciato come i raid di Mosca avessero colpito ribelli anti-Assad e non miliziani dell'Isis. "Gli americani e le altre forze aeree stanno bombardando gia' da un anno", ha ricordato il portavoce del ministero, il generale Igor Konashenkov, "ma abbiamo motivi per credere che non abbiano attaccato sempre obiettivi di terroristi

 

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