
Israele ha confermato di aver bombardato in Siria nelle prime di venerdi’ un carico di missili presumibilmente diretto in Libano ai miliziani Hezbollah, alleati del regime di Bashar al-Assad.
Lo ha riferito un funzionario israeliano, spiegando che il raid era stato autorizzato giovedi’ sera dal premier Benjamin Netanyahu, al termine di una riunione con i responsabili della sicurezza. La notizia del bombardamento era stata data dalla Cnn e poi dalla Nbc.
Secondo fonti americane citate dalla Nbc, il carico colpito era di missili in grado di portare armi chimiche, ma senza la presenza di queste ultime. L’intelligence statunitense e occidentale ritiene che i velivoli dello Stato ebraico non siano entrati nello spazio aereo siriano per sferrare l’attacco. L’esercito libanese aveva riferito che venerdi’ una coppia di caccia israeliani e’ entrata per tre volte nello spazio aereo del Paese dei cedri, restandovi ogni volta per 2-3 ore.
A gennaio Israele aveva gia’ bombardato in territorio siriano colpendo un carico di armi diretto ai miliziani sciiti Hezbollah, in Libano.
OBAMA “NON PREVEDE” L’INVIO DI TRUPPE USA – Barack Obama non prevede l’invio di truppe Usa in Siria, ma nega che Washington stia rimanendo alla finestra davanti all’escalation del conflitto. “Non prevedo” uno scenario che contempli l’invio di soldati americani, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti da San José, in Costa Rica, spiegando che i leader della regione con cui ha parlato condividono questa scelta. Obama però non ha escluso che gli Stati Uniti possano assumere un ruolo più attivo, come l’invio di armi ai ribelli, in attesa che venga provato l’impiego di armi chimiche da parte del regime siriano, la “linea rossa” tracciata dalla sua Amministrazione per intervenire nel conflitto. “Non stiamo aspettando”, ha detto il presidente Usa, “stiamo lavorando per esercitare ogni pressione possibile sulla Siria”.
