“Diciamo subito che non si tratterebbe di telefonate spiate ma di metadati, ovvero identificativo del chiamante, del chiamato e della durata. Si tratta si una notizia non verificata e riportata da un sito straniero. Non ci sono prove al momento. Non voglio dire che non sia accaduto, ma per ora è una indiscrezione giornalistica”. Giacomo Stucchi, presidente del Copasir, intervistato da Affaritaliani.it, commenta così la notizia delle 46 milioni di telefonate in un mese spiate in Italia. “Il comitato che presiedo valuterà la richiesta formulata finora da Claudio Fava (Sel) e dal M5S di audire con urgenza l’amasciatore Massolo, capo del DIS. C’è la mia disponibilità e la mia condivisione a farlo in tempi brevi”.
“L’ambasciatore ci fornirà tutte le risposte in possesso dei servizi italiani. Anche se dubito che ci possano essere integrazioni eclatanti rispetto a quanto ci ha già detto qualche giorno fa il sottosegretario Minniti. Dobbiamo monitare bene la vicenda, perché se si è capito che non riguarderebbe più l’oggi si parla comunque di fatti che sarebbero accaduti fino a pochi mesi fa. C’è la mia volontà di fare la massima chiarezza. Obama ha deciso di seguire la linea di Bush, ovvero di sacrificare la privacy per la sicurezza. Da noi i dati per fortuna sono molto più tutelati. Non è accettabile che accadano queste cose tra paesi amici e alleati, ovviamente se il tutto venisse confermato. Bisogna però capire se queste 46 milioni di telefonate si riferiscono anche alle comunicazioni via internet, quindi alle email. Comunque, per usare un eufemismo, il comportamento degli Stati Uniti è stato scorretto”.
Alberto Maggi
