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Esteri
Taiwan, la Cina alza il tiro ma Biden annacqua. Scontro negli Usa su Pechino

Taiwan avvisa: "La Cina prima o poi vorrà invaderci". Ma Biden smorza

"Stanno preparando l'invasione". Joseph Wu, ministro degli Esteri di Taiwan, accusa la Cina di voler cambiare lo status quo sullo Stretto e di avere ambizioni che vanno oltre a Taiwan, il cui controllo le garantirebbe di connettere il mar Cinese orientale e il mar Cinese meridionale. E le esercitazioni militari continuano anche per il sesto giorno, ben oltre i quattro inizialmente annunciati. Eppure, gli Stati Uniti di Joe Biden sembrano sminuire la vicenda.

La Cina sta commettendo una "grave violazione del diritto internazionale", che avrà un "grave impatto" sui trasporti nella regione, ha detto Wu, e la visita sull'isola di settimana scorsa della speaker della Camera dei Rappresentanti Usa, Nancy Pelosi, è stata solo "un pretesto" per le operazioni in corso. "La Cina usa le esercitazioni nella sua guida militare per preparare un'invasione di Taiwan", e la reale intenzione e' di "alterare lo status quo nello Stretto di Taiwan e nell'intera regione", ha accusato il ministro degli Esteri dell'isola.

Dal 4 agosto scorso, la Cina ha inviato unità navali, caccia e altri aerei da combattimento nelle operazioni militari attorno a Taiwan, tuttora in corso, lanciando anche missili balistici: la misure messe in campo sono state "irreprensibili", ha detto il vice ministro degli Esteri cinese, Ma Zhaoxu, difendendo le manovre, e servono a salvaguardare l'unità nazionale. Almeno cento volte, secondo i rilievi di Taipei, i mezzi dell'Esercito Popolare di Liberazione cinese hanno violato la linea mediana dello Stretto di Taiwan - non riconosciuta da Pechino, ma tradizionalmente rispettata - in un segnale che la Cina intende acquisire il controllo del Mare Cinese Meridionale e del Mare Cinese Orientale attraverso lo Stretto di Taiwan.

Perché Biden smorza le tensioni su Taiwan e le policies Usa

Finora, però, Washington sembra minimizzare il rischio di un attacco militare cinese a Taiwan. Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, si è detto "preoccupato" per i movimenti della Cina, anche se esclude, per ora, che Pechino possa spingersi oltre le pressioni che già sta esercitando. Neppure il Pentagono, ha dichiarato il sottosegretario alla Difesa Usa Colin Kahl, ritiene probabile un'accelerazione di Pechino, ed esclude che la Cina possa prendere l'isola militarmente nei prossimi due anni.

In realtà, negli Usa sta andando in scena un vero e proprio scontro sul tema dei rapporti con Pechino e Taipei. Dopo che ieri Biden ha nuovamente preso le distanze dal viaggio della speaker, ora ci si dà battaglia lontano dai riflettori su una legge che potrebbe favorire i rapporti tra Taipei e Washington. Dopo aver avvertito la Pelosi che i suoi piani di viaggio avrebbero potuto provocare la Cina - solo per vedere la presidente della Camera fare comunque il viaggio e i legislatori di entrambi i partiti acclamarla - l'amministrazione Biden sta ora cercando di apportare modifiche a un disegno di legge bipartisan che rivedrebbe la politica di lunga data tra Stati Uniti e Taiwan a favore di una posizione più aggressiva.

La legge, denominata Taiwan Policy Act, mira a rafforzare le capacità difensive di Taiwan e ad approfondire i legami degli Stati Uniti con l'isola. Riflette una spinta bipartisan per un approccio diverso nei confronti del comportamento sempre più bellicoso della Cina, evidenziato dall'elogio trasversale della Pelosi per la sua storica visita a Taiwan della scorsa settimana.

Ma l'amministrazione Biden sta ancora una volta decidendo di cercare di ingabbiare i falchi  del Congresso quando si tratta di Cina e Taiwan, questa volta respingendo una popolare proposta di legge bipartisan che la Casa Bianca teme possa mettere in discussione le sue assicurazioni a Pechino sul mantenimento della politica americana di "una sola Cina", un riconoscimento diplomatico della posizione di Pechino secondo cui esiste un solo governo cinese.

Il nuovo disegno di legge su Taiwan intende rafforzare la difesa contro una potenziale invasione da parte di Pechino, che considera l'isola come parte della Cina nonostante la sua vivace democrazia. Con la Cina che negli ultimi anni ha intensificato la repressione a Hong Kong e le sue provocazioni nei confronti di Taiwan, i legislatori di entrambi i partiti hanno chiesto agli Stati Uniti di abbandonare la politica di "una sola Cina" e di chiarire che difenderanno Taiwan da un'invasione. 

Ma Biden spera ancora di recuperare un dialogo che sembra quasi impossibile con Xi Jinping. E per farlo cerca di impedire nuovi passi che potrebbero essere percepiti come provocatori.

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