Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nuovamente accusato Papa Leone XIV di volere che l’Iran si doti di un’arma nucleare e ha insistito, alla vigilia della visita del Segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano, sul fatto che ciò non può accadere, anche se non è gradito al Pontefice. “Per quanto riguarda il Papa, è molto semplice: che gli piaccia o no, l’Iran non può possedere un’arma nucleare. Sembrava suggerire il contrario, e io dico che non può, perché se ciò accadesse, il mondo intero sarebbe in ostaggio, e noi non permetteremo che accada”, ha dichiarato il presidente rispondendo alle domande dei giornalisti nello Studio Ovale.
Il Libano sarà al centro dei colloqui del segretario di Stato americano, Marco Rubio, che venerdì a Roma vedrà la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e i ministri degli Esteri, Antonio Tajani, e della Difesa, Guido Crosetto. Si tratta di un passaggio che segna il tentativo di Washington di rafforzare il coordinamento con gli alleati europei sulla stabilizzazione della regione. Rubio ha delineato in modo esplicito la posizione americana sul dossier libanese, indicando anche un ruolo diretto per l’Italia
“Gli italiani sono coinvolti lì da tempo nell’addestramento della polizia e delle forze locali, quindi sarei lieto di ascoltare il loro contributo. In generale accogliamo con favore l’aiuto di tutti. Quello che deve accadere in Libano, quello che tutti vogliono vedere, è un governo libanese con la capacità di affrontare Hezbollah e smantellarlo”, ha spiegato ieri parlando con i giornalisti. “Non dovrebbe esserci Hezbollah e un governo: dovrebbe esserci un governo, sotto il quale tutti si integrano. Se questo accadrà, ci sarà pace tra Israele e Libano”. Il segretario di Stato ha quindi aggiunto che “bisogna costruire le capacità dei libanesi per farlo” e che “l’Italia può essere utile in questo senso”.

