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Esteri

Di Fabio Fabretti

Cosa sta veramente accadendo in Turchia? Le notizie che arrivano in Italia da qualche giorno sembrano delineare scenari molto preoccupanti: distruzione, violenza e anche morte nelle immagini che hanno fatto in giro del mondo in cui si documenta gli scontri tra manifestanti antigovernativi e polizia. Su internet girano foto raccapriccianti di persone ferite negli scontri.

Enrico Radrizzani da 23 anni frequenta la Turchia e si occupa di turismo responsabile organizzando vacanze su misura, dedicate ad un pubblico che vuole viaggiare senza fretta. "Ad Istanbul la situazione si è trasformata, la piazza nelle ultime ore si è trasformata in una sorta di festival con gente che suona, concerti, persone che riescono a passeggiare tranquillamente. Istiklal caddesi, la via dell'indipendenza, fa impressione vedere il normale fiume di gente che c'è, ed ora è ancora più grande del solito. Diciamo che la situazione è tranquilla fino a quando la polizia non interviene. Comunque sia non tutte le città sono uguali: nel sud-est in particolare entrano in gioco altre tensioni sociali, e dovunque si segnalano tentativi di strumentalizzare la protesta. In alcune fotografie sono stati riconosciuti degli infiltrati che si davano da fare per inscenare momenti di violenza e fare in modo di scatenare la reazione della polizia. Sono in azione, qui come in altri paesi, dei veri professionisti della sommossa in grado di strumentalizzare ogni evento. Chi va in piazza non se ne accorge, ma i comportamenti di questi ragazzi che protestano sono facilmente influenzabili e manovrabili. Sabato scorso c'era già gente che distribuiva alcol gratuitamente, nonostante girassero inviti a non bere. L'obiettivo di questa diffusione di alcolici è quello chiaramente di far ubriacare le persone, facendo uscire l'indole più violenta e meno inibita".

Come accaduto anche nella storia d'Italia in queste manifestazioni è sempre più difficile distinguere il contestatore convinto da altri gruppi organizzati che hanno il solo scopo di creare il caos e scontri con le forze dell'ordine. "Non è facile giudicare quello che accade. Vedi in piazza tanti giovani, molti ragazzini. Comunque sia le violenze della polizia ci sono state, inutile girarci intorno. Le foto che girano in rete sono reali, forse solo una in una si vede una persona quasi squartata come se fosse stata investita da un carro armato che mi lascia perplesso sulla veridicità dello scatto. Io stesso ho visto sparare i poliziotti ad altezza uomo. Non ci sono prove che abbiano utilizzato proiettili di gomma. La violenza dei poliziotti si è sprigionata nelle prime due sere, mentre nelle ultime due non si è vista la polizia in piazza. Subito venerdì sera ci sono stati centinaia di feriti, gli ospedali vicino a casa mia erano pieni di persone che dovevano essere medicate, ed anche alcuni alberghi hanno aperto loro le porte. Le notizie di sabato mattina dicevano "almeno 12 feriti" ma, conosco di persona almeno 30 ragazzi feriti, più del doppio delle 12 diffuse in via ufficiale. È stato dato ordine di bloccare la rete internet, era impossibile inviare allegati per email, così come le linee telefoniche sono state inibite. Siamo in una fase in cui se cerchi le rogne le trovi senz'altro ma un turista ad esempio che passa da queste parti non si accorge quasi di niente. Per questo quando ho sentito e letto le notizie che arrivano in Italia di una Turchia in fiamme e di un'aria simile alla Siria dico chi scrive è fuori strada. Non siamo certo ai livello della Siria. Il clima si è trasformato anche il governo turco si sta comportando in modo più accorto nelle reazioni, sono stati mezzi in atto degli accorgimenti. Anche perché c'è molta più gente di prima in giro. Il presidente della Repubblica, sebbene non abbia molti poteri, ha annunciato che non firmerà la legge sull'alcol. Un segnale di distensione. Vedremo che frutti nasceranno da questa situazione".
 

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