Esteri
Ucraina, il piano di Macron: 6 mila soldati al fronte e altri 230 milioni di euro per finanziare l'esercito
L’ipotesi di un cessate il fuoco, ancora lontana, spinge alcuni governi a muoversi in anticipo per evitare di farsi trovare impreparati...

Emmanuel Macron e Vladimir Zelensky
Ucraina, il piano di Macron: 6 mila soldati al fronte e altri 230 milioni di euro per finanziare l'esercito
Mentre il fronte ucraino continua a essere attraversato da missili e droni e Kiev resta sotto pressione, nelle capitali europee si lavora già allo scenario che potrebbe aprirsi quando – e se – le armi smetteranno di parlare. L’ipotesi di un cessate il fuoco, ancora lontana, spinge alcuni governi a muoversi in anticipo per evitare di farsi trovare impreparati nel momento più delicato: quello della stabilizzazione post-bellica.
È in questo quadro che prende forma l’iniziativa promossa da Emmanuel Macron e Keir Starmer, alla guida della cosiddetta “coalizione dei volenterosi”. I due leader intendono dare seguito agli impegni assunti con Volodymyr Zelensky nella dichiarazione d’intenti firmata il 6 gennaio 2026, ponendo le basi per una futura forza multinazionale incaricata di garantire il rispetto di un eventuale cessate il fuoco.
Parigi mette sul tavolo gli uomini
Secondo quanto emerso da una riunione riservata tra il presidente francese e i vertici di tutte le forze politiche, la Francia starebbe valutando il dispiegamento di diverse migliaia di militari in territorio ucraino una volta raggiunto un accordo di pace. A far trapelare i dettagli è stata Mathilde Panot, capogruppo di France Insoumise, citata da Le Monde: l’ipotesi allo studio parlerebbe di un contingente di circa 6mila soldati francesi.
Londra, invece, punta sulla preparazione
Il Regno Unito non ha ancora quantificato un eventuale contributo in termini di truppe, ma ha già avviato un rafforzamento delle capacità militari. Venerdì sera il ministero della Difesa britannico ha annunciato lo stanziamento di 200 milioni di sterline – circa 230 milioni di euro – destinati a rendere l’esercito pronto a un possibile dispiegamento in Ucraina.
Nel dettaglio, il fondo servirà a finanziare nuovi veicoli, sistemi di comunicazione avanzati e strumenti di protezione contro i droni, con l’obiettivo di garantire che le forze britanniche possano operare in sicurezza in uno scenario post-conflitto.
Resta però un ostacolo tutt’altro che secondario. Mosca continua a opporsi fermamente alla presenza di truppe Nato o europee sul territorio ucraino, anche nel caso di una missione con funzioni di peacekeeping. Una linea rossa che, almeno per ora, rischia di rendere puramente teorici i piani elaborati a Parigi e Londra.
