La Commissione europea ha proposto una modifica mirata al regolamento Ue sulle emissioni di metano, rinviando di un anno gli obblighi di monitoraggio, rendicontazione e verifica per le importazioni di gas naturale, petrolio e carbone, nel tentativo di evitare ulteriori pressioni sul mercato energetico europeo in un contesto segnato dalla crisi in Medio Oriente e dalle tensioni sulle forniture globali. L’esecutivo comunitario motiva l’intervento con la prolungata chiusura dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa il 20% del commercio mondiale di gas naturale liquefatto e il 25% del petrolio trasportato via mare. Una situazione che, secondo Bruxelles, ha ridotto in modo significativo l’offerta energetica globale, aumentando i rischi per la sicurezza degli approvvigionamenti e per i prezzi dell’energia in vista dell’inverno.
La proposta posticipa di dodici mesi gli obblighi previsti per importatori e produttori europei relativi al monitoraggio e alla rendicontazione delle emissioni di metano, nonché i requisiti sull’intensità di metano applicabili alle importazioni. L’obiettivo è evitare effetti indiretti negativi sul mercato in una fase di forte incertezza, consentendo al tempo stesso a Paesi terzi, operatori, autorità nazionali e Stati membri di completare adeguatamente i preparativi necessari per l’attuazione del regolamento. La Commissione sottolinea che il rinvio è temporaneo e circoscritto e non modifica gli obiettivi climatici dell’Unione.
“L’ambizione dell’Ue di ridurre le emissioni di metano rimane immutata“, evidenzia Bruxelles, ribadendo l’impegno a mantenere la leadership globale nella lotta a uno dei gas serra più responsabili del riscaldamento climatico. Parallelamente, l’esecutivo continuerà a portare avanti i lavori di attuazione della normativa, inclusa la preparazione degli atti delegati e di esecuzione sugli standard di settore, sulla quantificazione delle emissioni e sulla metodologia per determinare l’intensità di metano. La proroga, sottolinea la Commissione, dovrà essere utilizzata dagli Stati membri per completare le misure nazionali ancora mancanti e garantire una piena applicazione del regolamento una volta terminato il periodo di differimento.
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