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Vertice Nato ad Ankara, Rutte lancia il piano da 40 miliardi di euro contro la minaccia dei droni

Sul tavolo il raggiungimento del 5% del Pil, gli investimenti in difesa e il nuovo piano Nato da oltre 40 miliardi di dollari per rafforzare le capacità anti-drone

Vertice Nato ad Ankara, Rutte lancia il piano da 40 miliardi di euro contro la minaccia dei droni

Nato, ad Ankara il summit della difesa: spese militari, Ucraina e droni al centro del confronto

Il vertice della Nato entra nel vivo ad Ankara, dove oggi e domani il Complesso Presidenziale di Beştepe ospita i leader dei 32 Paesi membri dell’Alleanza Atlantica. Sul tavolo non c’è soltanto il dibattito sull’aumento delle spese militari, ma soprattutto la definizione della strategia con cui gli alleati intendono raggiungere l’obiettivo di destinare il 5% del Pil alla sicurezza e alla difesa entro il 2035. Nella capitale turca sono attesi tutti i capi di Stato e di governo dell’Alleanza, compreso il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.

Ad aprire ufficialmente i lavori è il Forum dell’Industria della Difesa, appuntamento che precede il summit politico e che punta a favorire la firma di accordi e l’annuncio di investimenti per decine di miliardi di euro. A guidare i lavori è il segretario generale della Nato, Mark Rutte, che ha anticipato importanti novità in materia di cooperazione industriale e capacità militari, con particolare attenzione all’aviotrasporto strategico, ai sistemi di sorveglianza terrestre, ai materiali critici per la difesa, allo sviluppo dei droni e al futuro rinnovamento della flotta Awacs dell’Alleanza.

Nel corso della giornata è inoltre previsto un confronto tra la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e lo stesso Rutte dedicato al rafforzamento della collaborazione tra Unione europea e Nato nel settore della difesa. Il Forum rappresenta anche un’occasione di incontro tra le principali industrie europee e statunitensi del comparto, insieme a rappresentanti istituzionali e decisori politici. Per l’Italia è presente l’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, che interviene al panel dedicato al rapporto tra industria, società e prontezza operativa insieme al presidente finlandeseAlexander Stubb e al premier olandese Dilan Yeşilgöz Jetten.

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Saranno tre i principali dossier che accompagneranno i lavori del vertice: il rafforzamento delle spese per la difesa, lo sviluppo delle sinergie industriali nel settore e il sostegno all’Ucraina. Temi che saranno affrontati sia durante la cena tra i leader prevista questa sera sia nel summit di domani, oltre che nel Forum dell’Industria della Difesa. Proprio nel corso del Forum, Rutte ha annunciato il lancio della “Nato Drone Edge Initiative”, un nuovo programma destinato a rafforzare le capacità dell’Alleanza contro la crescente minaccia rappresentata dai droni. L’iniziativa prevede investimenti superiori ai 40 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per sviluppare sistemi in grado di individuare, identificare e neutralizzare i velivoli senza pilota.

“La Nato sta ampliando la sua capacità di schierare e operare droni su larga scala e, allo stesso tempo, sta creando solide risorse finanziarie per contrastare i droni, al fine di rilevarli, identificarli e neutralizzarli. È così che proteggiamo il nostro miliardo di persone da tutte le minacce rappresentate dai droni e oggi lanciamo la Nato Drone Edge Initiative. Attraverso questa iniziativa, gli alleati investiranno oltre 40 miliardi di dollari in capacità anti-drone nei prossimi cinque anni, poiché tali capacità richiedono personale qualificato per il loro utilizzo”, ha spiegato l’ex premier olandese. L’obiettivo è garantire una protezione sempre più efficace per oltre un miliardo di cittadini dei Paesi alleati.

Il piano comprende anche un importante rafforzamento della formazione del personale. Gli Stati membri si sono infatti impegnati a quintuplicare entro la fine del 2027 il numero degli operatori di droni nelle rispettive forze armate. Per accelerare l’acquisizione delle nuove tecnologie, la Nato istituirà inoltre una piattaforma dedicata ai sistemi anti-drone, che consentirà agli alleati di acquistare rapidamente equipaggiamenti già testati e certificati secondo gli standard dell’Alleanza. Parallelamente, la Nato Support and Procurement Agency (NSPA) curerà contratti per centinaia di milioni di euro destinati all’acquisto di droni da sorveglianza, mentre proseguirà il potenziamento dei programmi di addestramento attraverso il progetto Nato Flight Training Europe.

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Durante il vertice saranno inoltre pubblicati i nuovi dati sulle spese militari dei Paesi membri, un passaggio destinato a misurare concretamente il livello di adesione ai nuovi obiettivi fissati dall’Alleanza. Dopo il traguardo del 2% del Pil stabilito nel 2014, il nuovo piano approvato al vertice dell’Aja prevede infatti un investimento complessivo pari al 5% del Pil, suddiviso tra un 3,5% destinato alle spese militari tradizionali e un ulteriore 1,5% riservato agli investimenti collegati alla sicurezza, come cybersicurezza, infrastrutture strategiche e mobilità militare. Un percorso che dovrebbe essere completato entro il 2035, ma sul quale il presidente americano Donald Trump continua a chiedere un’accelerazione significativa.

Trump in viaggio verso Ankara

Proprio Trump è in viaggio verso Ankara. Secondo il programma diffuso dalla Casa Bianca, il presidente statunitense arriverà nel primo pomeriggio all’aeroporto della capitale turca, dove sarà accolto dal presidente Recep Tayyip Erdoğan. Tra i due è previsto un incontro bilaterale nel corso del pomeriggio, prima della cena ufficiale con tutti i leader della Nato. Domani mattina si terranno la tradizionale foto di famiglia e l’apertura del summit dell’Alleanza, mentre nel pomeriggio Trump incontrerà il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. La giornata si concluderà con una conferenza stampa del presidente americano.

Il tema delle spese militari resta al centro anche delle tensioni politiche interne all’Alleanza. Il premier spagnolo Pedro Sánchez arriva ad Ankara deciso a respingere eventuali nuove critiche da parte di Trump sul livello degli investimenti della Spagna nella difesa. Madrid continua infatti a sostenere che l’obiettivo del 5% del Pil non sia necessario per rispettare gli impegni assunti con la Nato e ribadisce anche la propria posizione critica nei confronti dell’operazione militare statunitense contro l’Iran, ritenuta non conforme al diritto internazionale. Secondo il governo spagnolo, qualora il presidente americano dovesse tornare ad attaccare Madrid durante il vertice, Sánchez risponderà facendo riferimento agli stessi dati ufficiali dell’Alleanza Atlantica.

Parallelamente ai lavori del summit, Erdoğan prosegue una fitta agenda diplomatica. Oltre all’incontro con Trump, il presidente turco riceverà anche il primo ministro canadese Mark Carney e il presidente finlandese Alexander Stubb presso il palazzo presidenziale di Ankara. Gli incontri bilaterali si inseriscono nel quadro dei numerosi colloqui previsti a margine del vertice Nato, che punta a rafforzare il coordinamento tra gli alleati in una fase caratterizzata da crescenti tensioni internazionali e da una profonda trasformazione delle priorità strategiche dell’Alleanza.

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