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Esteri
Zelensky apre ai matrimoni gay, la mossa per infinocchiarsi Biden e le armi

Zelensky e i matrimoni omosessuali, un "infinocchiamento estivo per lucrare qualche altro missile o arma da quei sciocchi di Occidentali che come noto si bevono tutto" 

Tutti noi conosciamo ormai l’uomo che -vestito con una maglietta estiva militare verdolina da caporalmaggiore della Cecchignola- si esibisce a favore delle telecamere ad ogni ora del giorno e della notte. Lui è il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky, che di professione prima (?) faceva il comico con tanto di serie su Netflix e poi la gente lo ha preso (purtroppo) sul serio lo ha eletto davvero Presidente, come in un film horror.

Fino a poco prima dello scoppio della guerra era in forti guai con la sua opinione pubblica nazionale ma anche internazionale, per quei quattro gatti che lo conoscevano.

Nicola Porro sul suo blog, qualche tempo fa ci andò giù duro parlando apertamente di gravi accuse di corruzione e amicizie pericolose, come emerso nei cosiddetti Pandora papers, frutto di uno studio condotto da una moltitudine di giornalisti investigativi internazionali.

Insomma, non solo l’uomo con la maglietta verde ma anche alcuni suoi stretti collaboratori erano fortemente accusati di corruzione per una rete di società offshore situate in paradisi fiscali.

Tuttavia, lo scaltro Zelensky, ha fatto passare di sé una immagine di persona buona, mite ed affidabile e così è riuscito, almeno inizialmente a manipolare l’opinione pubblica mondiale. Invece se non ci fosse stata la guerra, sarebbe finito a processo.

Con questo non si vuole certo dire che la Russia non abbia le sue responsabilità però occorre sempre valutare il quadro nella sua complessità, senza quelle facili semplificazioni che poi riservano tristi conseguenze.

Se no poi si pensa che il battaglione ucraino Azov sia un po’ come la nostra Benemerita -scordando che l’ONU e l’Osce l’hanno accusato di crimini di guerra e tortura e che il suo simbolo è quello nazista del Wolfsangel, la “trappola de lupo”- e il gioco è fatto.

L’ultima di Zelensky è che sta valutando di riconoscere le unioni civili per gli omosessuali.

Cosa bella, santa e giusta.

Strana mossa però durante una guerra in corso sul proprio territorio. Non sembrerebbe proprio un impegno imprescindibile in questo momento così difficile. Eppure ‘o Presidente l’ha tirato fuori recuperando una improbabile “petizione” on line scritta probabilmente dai suoi cari (un grande).  A che pro? L’unica cosa che viene in mente e che sia la solita captatio benevolentiae del comico ucraino per infinocchiare un po’ di occidentali sui diritti umani e civili.

Gli Usa vanno ghiottissimi di queste cose e poiché l’appoggio degli Usa è fondamentale, magari Zelensky s’è fatto due conti della serva e ha lanciato l’amo a cui molti hanno già abboccato.

Infatti, andando a capire come stanno veramente le cose, si scopre che la supposta unione civile dei gay è ancora nella mente di Dio, dato che al di là della propaganda “non si può cambiare la Costituzione con una guerra in atto”, come si è prontamente prodigato Zelensky a farci sapere. La Carta ucraina poi, come ribadisce prontamente il comico, è per i matrimoni tra un uomo ed una donna, più chiaro di così. E quindi trattasi di infinocchiamento estivo per lucrare qualche altro missile o arma da quei sciocchi di Occidentali che –come noto- si bevono tutto.

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