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È ufficiale, si può fare la scarpetta al ristorante stellato

Si può fare la “scarpetta” in un ristorante tristellato? E la “Crema Carbonizzata” la scegliereste? E cosa dire della pasta che non è pasta?

La cucina può essere anche ironia e illusione, ed ecco che i grandi chef ironizzano e si dilettano con i loro piatti, stimolando la curiosità del commensale per attivare tutti i sensi e predisporre al meglio l’esperienza gustativa. Così sui tavoli dei grandi ristoranti stellati fanno capolino creazioni che strappano il sorriso, sorprendono e spiazzano.

Tutti piatti veri e pronti da gustare, che rientrano tra le ideazioni più divertenti realizzate con successo al Master della Cucina Italiana edizione 2016, il corso di formazione per futuri cuochi d’eccellenza che si avvale di un team di docenti di cucina che conta oltre 20 chef stellati, per un totale di 33 stelle Michelin.

Tra questi c’è lo chef Massimiliano Alajmo, del ristorante tristellato Le Calandre. È lui ad aver sdoganato l’italica scarpetta, proponendo una sua originale “Scarpetta di pane e cipolla a fumo”, piatto servito in una vera scarpetta di cristallo. Ma lo chef ha giocato anche sul doppio senso nel dessert, con un “Tiramisù nella pipa” dove il commensale gusta il classico dolce aspirando da un’originale pipa di vetro.

Questi ed altri esempi ancora di cucina di qualità ma anche divertente ed originale, come il piatto “Loaker” dello chef bistellato Mauro Uliassi, oppure Giuliano Baldessari (chef dell’Aqua Crua), che con gli allievi del Master e con i suoi clienti gioca con una “Crema Carbonizzata” e con l’illusione di un piatto di pasta al ragù che… “Sembra pasta” ma non lo è. Gioca con la pasta anche lo chef bistellato Pino Cuttaia, che durante la sua lezione al Master della Cucina Italiana ha portato un “raviolo” fatto di calamari con ripieno di “tinniruma” di cucuzza, salsa di acciughe e scampo.

E che dire del “Riso in bianco” dello chef Piergiorgio Parini fatto con un infuso di cipresso? E come dessert la cheescake al lampone senza cheese di Ascanio Brozzetti, chef pasticciere a Le Calandre.

Chi ha provato tutte queste “illusioni” assicura di essersi divertito, questi piatti dimostrano che anche uno chef stellato può divertirsi, stupendo il cliente non solo col gusto ma anche con l’originalità del piatto.

Master della Cucina Italiana. Le lezioni del Master della Cucina Italiana sono tenute da un corpo docente composto da oltre 40 professionisti della ristorazione e della gastronomia, in modo da offrire agli studenti una formazione a 360 gradi e un percorso di crescita all’interno del settore secondo i canoni dell’alta cucina. Nel corpo docente della prossima edizione vi sono ben 20 chef stellati per un totale di 33 Stelle Michelin, un numero importantissimo che sottolinea l’importanza e la professionalità dei maestri con cui si relazioneranno i partecipanti. Il Master si rivolge ai diplomati degli Istituti Alberghieri italiani che abbiano conseguito un’esperienza di base in ristoranti qualificati, ma anche a giovani fortemente motivati ad intraprendere la professione di cuoco in possesso di una esperienza di base presso cucine professionali.

La quinta edizione del Master della Cucina Italiana inizierà il 16 gennaio 2017: chi ha il sogno di diventare uno tra i cuochi più promettenti del futuro, può iscriversi all’edizione 2017 del Master della Cucina Italiana, inviando la propria candidatura direttamente al portale http://www.mastercucinaitaliana.it/ 

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