ANBI, a Firenze incontro e confronto istituzionale con Regione e Coldiretti: Toscana ed Emilia-Romagna unite dagli invasi

“Nell’attesa che venga dato concreto avvio al Piano Invasi Multifunzionali, la cui necessità è stata ripetutamente affermata anche da esponenti di Governo, noi proseguiamo a porre tasselli per contrastare le conseguenze della crisi climatica”: ad evidenziarlo è Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio (ANBI), intervenuto a Firenze ad un confronto istituzionale con Regione, Coldiretti ed ANBI Toscana, presente il Sottosegretario alla Presidenza regionale, Bernard Dika; al centro dell’incontro, una nuova e diversa cultura della risorsa acqua in un territorio, che di eccellenze agroalimentare, bellezze ambientali e culturali fa il suo maggior elemento di competitività e distintività; un obbiettivo primario è l’inserimento della componente agricola nella “governance” dell’Ente Autonomo Umbro Toscano.
“Il confronto offre due spunti di riflessione”, commenta Paolo Masetti, Presidente di ANBI Toscana. “Il primo è che la prevenzione strutturale rappresenta la vera chiave di volta contro il cambiamento climatico. Il secondo è che la professionalità dei Consorzi di bonifica ed irrigazione sa trasformare i finanziamenti pubblici in cantieri concreti“.
Il confronto fiorentino è infatti arrivato all’indomani della conclusione dei lavori di sistemazione idraulica e adeguamento della cassa di espansione del fosso della Madonna, nel comune livornese di Bibbona; l’intervento, finanziato con quasi 3 milioni di euro di risorse pubbliche e realizzato dal Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa, riduce in modo significativo il rischio idraulico per la nevralgica viabilità primaria, la linea ferroviaria e l’abitato denominato “La California”. A seguito di ripetuti allagamenti, le simulazioni idrauliche avevano evidenziato come la precedente cassa di espansione non fosse più in grado di garantire un’efficace laminazione delle piene anche alla luce dell’evoluzione degli scenari climatici ed il conseguente aumento delle portate di piena.
L’intervento ha quindi previsto l’aumento di capacità della cassa di espansione esistente, che si estende su un’area di oltre 9 ettari e che, a lavori ultimati (il collaudo avverrà entro fine mese), raggiungerà una capacità massima d’invaso di circa 500.000 metri cubi, consentendo di trattenere temporaneamente le acque in eccesso e restituirle gradatamente al fosso della Madonna, evitando ondate di piena sulle aree a valle; il manufatto è dimensionato per affrontare eventi estremi con tempo di ritorno duecentennale.
“Abbiamo visto come torrenti e addirittura fossi, che appaiono completamente secchi in gran parte dell’anno, possano trasformarsi in una repentina minaccia per effetto dell’estremizzazione degli eventi meteo“, afferma il Presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. “Un grazie al grande lavoro ed alla competenza dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, con i quali stiamo portando a termine interventi in tutto il nostro territorio“.
“Sappiamo che il rischio idraulico non può essere eliminato completamente, soprattutto di fronte ad eventi meteorologici sempre più intensi e frequenti“, spiega Francesco Filippi, Presidente del Consorzio di bonifica 5 Toscana Costa. “Questo intervento, però, rappresenta un deciso salto di qualità, riducendo sensibilmente il rischio di allagamenti“.
“Ogni euro speso in prevenzione vale molto più di quelli necessari a riparare i danni dopo; la vera sfida è questa: fare in modo che gli eventi atmosferici producano meno paura e meno danni per cittadini, imprese ed infrastrutture“, aggiunge Bernard Dika.
La multifunzionalità degli invasi emerge anche da quanto sta accadendo in Emilia Romagna, dove il Consorzio di bonifica Parmense è impegnato a garantire l’acqua, in Val d’Enza, ad una superficie di 5000 ettari dalla forte vocazione agricola ed irrigabile, ma in cui si verificano in maniera endemica condizioni di scarsità di risorsa idrica: la delicata operazione sta consentendo, attraverso l’impiego anche di una pompa idrovora mobile, di prelevare a monte l’acqua dalla cassa di espansione sull’Enza, nel comune di Montechiarugolo, per immetterla più a valle in località San Geminiano, con una portata massima pari a circa 100 litri al secondo, nel canale Spelta fortemente in sofferenza a causa della siccità, assicurando così la continuazione dell’attività irrigua.
“In questo modo“, evidenzia Fabrizio Useri, Direttore Generale dell’ente consortile, “è possibile garantire sufficiente apporto idrico alle colture localizzate nelle aree più basse del comprensorio, in modo particolare quelle, che subiscono maggiori danni dalla carenza idrica e quelle servite da sistemi irrigui di precisione od a basso consumo idrico“.
Conclude Massimo Gargano: “Il sistema di autogoverno dei Consorzi di bonifica ed irrigazione, espressione dei territori, riesce a dare, per la sua moderna formula di sussidiarietà, risposte concrete ad esigenze diverse. L’amministrazione pubblica sa che così investe sulla qualità della spesa ed avrà risposte a diversi problemi anche in ottica ambientale ed economica.”

