ANBI, 31 progetti per 782 milioni in Piemonte e Lombardia per rafforzare la sicurezza idrica, ampliare le aree irrigate e contrastare la crisi climatica
Un cambio di passo nella gestione delle risorse idriche, con interventi più rapidi e concreti per rispondere agli effetti sempre più evidenti della crisi climatica. È la richiesta avanzata da Massimo Gargano, direttore generale di ANBI, che ha richiamato l’attenzione sulla situazione di Piemonte e Lombardia e, più in generale, sulla necessità di rafforzare la resilienza del sistema idrico nazionale.
Gargano ha riconosciuto al Governo di aver impresso una svolta nella programmazione delle politiche per l’acqua, anche attraverso il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza del Settore Idrico, promosso dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Allo stesso tempo, ha sottolineato l’urgenza di creare le condizioni per avviare rapidamente gli interventi richiesti dall’aggravarsi della crisi climatica, che sta colpendo in modo crescente il Nord Italia.
Secondo il direttore generale di ANBI, i Consorzi di bonifica e irrigazione rappresentano un presidio diretto sui territori e un punto di riferimento per le comunità locali. Nell’ambito del Pnrr, hanno raggiunto il 100% degli obiettivi assegnati, completando 258 interventi per un valore complessivo di 1,6 miliardi di euro e garantendo un risparmio annuo stimato in 1,5 miliardi di metri cubi d’acqua.
Nell’area Piemonte-Lombardia sono stati realizzati sette progetti sulle infrastrutture idriche primarie, finanziati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per quasi 101 milioni di euro. A questi si aggiungono 16 progetti dedicati alla resilienza dell’agrosistema irriguo, per un valore complessivo di 153,6 milioni di euro stanziati dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
Per il Piano Nazionale di Interventi Infrastrutturali e per la Sicurezza del Settore Idrico, i Consorzi di bonifica e irrigazione italiani hanno presentato 135 progetti, pari al 32% del totale, per un valore complessivo vicino ai 4 miliardi di euro. Nel 2024, nell’area Piemonte-Lombardia, sono stati presentati e istruiti 19 progetti, dieci dei quali immediatamente cantierabili. Un anno dopo, sette interventi sono stati finanziati con il primo stralcio del Piano per un valore complessivo di 125,3 milioni di euro. Nella finestra di programmazione compresa tra novembre 2025 e gennaio 2026, i Consorzi hanno inoltre inserito 277 progetti per un valore totale di 7,3 miliardi di euro, molti dei quali riconducibili al Piano Invasi proposto da ANBI e Coldiretti.
In Piemonte e Lombardia sono attualmente in attesa di finanziamento 31 progetti, di cui 18 cantierabili, per un valore complessivo di 782 milioni di euro. Secondo le stime diffuse da ANBI, questi interventi consentirebbero di aumentare di 180mila ettari la superficie irrigata, risparmiando al tempo stesso 1,4 miliardi di metri cubi d’acqua ogni anno. I progetti permetterebbero inoltre di produrre annualmente 548 milioni di kilowattora, con un impatto economico stimato in 102 milioni di euro e la creazione di circa 3.600 nuovi posti di lavoro.
Gargano ha comunque precisato che tali interventi, pur rilevanti, non sarebbero sufficienti a eliminare del tutto il problema della carenza d’acqua nei settori potabile, agricolo, energetico, industriale e turistico. Per questo ANBI rilancia il Piano Invasi Multifunzionali, sviluppato insieme a Coldiretti, con l’obiettivo di aumentare la capacità di accumulo dell’acqua e offrire risposte più efficaci a imprese, cittadini e ambiente. “Le nostre risposte alla crisi climatica sono l’efficientamento dell’esistente, nuove infrastrutture, innovazione e ricerca”, ha concluso Gargano, chiedendo alla politica un impegno concreto per fare della resilienza uno degli elementi centrali del futuro delle comunità e dell’economia.

