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ANBI, tre nuovi laghi in Val d’Arda: oltre 436 mila metri cubi d’acqua e 12,8 milioni dal Pnrr

Vincenzi (ANBI): “Di fronte alla crisi climatica non basta parlare di mitigazione, bisogna investire nell’adattamento”

ANBI, tre nuovi laghi in Val d’Arda: oltre 436 mila metri cubi d’acqua e 12,8 milioni dal Pnrr

ANBI, nuovi laghi in Val d’Arda: investimento da 12,8 milioni per rafforzare il sistema irriguo

Tre nuovi laghi entrano a far parte del sistema irriguo della Val d’Arda, nel Piacentino. Si tratta dei bacini di Moronasco e Molinazzo, nel comune di Alseno, e di Caolzio, nel comune di Castell’Arquato, realizzati dal Consorzio di bonifica di Piacenza. Le opere sono state costruite per rendere più efficiente la gestione dell’acqua in un’area agricola di circa 14 mila ettari, attraversata da circa 380 chilometri di canali. Il progetto comprende anche una condotta di 20 chilometri e 38 stazioni di telecontrollo, pensate per migliorare il monitoraggio e la regolazione della risorsa idrica.

La capacità complessiva dei tre invasi è pari a 436.200 metri cubi. Nel dettaglio, il lago di Caolzio può contenere 100.200 metri cubi d’acqua, quello di Moronasco 133 mila e quello di Molinazzo 203 mila metri cubi. I tre bacini, pur avendo caratteristiche costruttive differenti, sono stati realizzati con un sistema di gestione delle terre e delle rocce da scavo improntato all’economia circolare. Per tutti è stata inoltre prevista una rete in acciaio anti-nutria e un sistema di monitoraggio telecontrollato.

Le opere sono state finanziate con 12.863.310 euro messi a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture attraverso fondi del Pnrr. I nuovi serbatoi hanno una funzione strategica per la gestione della risorsa idrica nel distretto dell’Arda. Essendo collegati al sistema della diga di Mignano, permettono infatti di recuperare le cosiddette “code irrigue”, ossia l’acqua che può rimanere disponibile durante le fasi di distribuzione. L’obiettivo è compensare i piccoli disallineamenti temporali tra erogazione e consegna della risorsa, riducendo gli sprechi e rendendo più efficiente l’intero sistema irriguo.

Di fronte alla crisi climatica non basta parlare di mitigazione, bisogna investire nell’adattamento”, ha spiegato Francesco Vincenzi, presidente di ANBI. Secondo Vincenzi, l’emergenza idrica non può essere affrontata soltanto quando si manifesta e per questo è necessario puntare su una pianificazione di lungo periodo. ANBI rilancia quindi la richiesta di un piano invasi a livello nazionale ed europeo, con l’obiettivo di aumentare la quantità d’acqua trattenuta e renderla disponibile nei momenti di maggiore necessità.

Anche Luigi Bisi, presidente del Consorzio di bonifica di Piacenza, ha sottolineato il valore strategico dei nuovi bacini. “Il valore dei bacini non sta soltanto nella capacità di stoccaggio, ma soprattutto nella possibilità di gestire meglio la risorsa, rendendo più efficiente l’intero sistema irriguo”, ha dichiarato. Secondo Bisi, si tratta di opere “a fecondità ripetuta”, destinate a rimanere a servizio del territorio nel lungo periodo.

Sul tema della gestione idrica è intervenuto anche Alessio Mammi, assessore regionale ad Agricoltura e Agroalimentare dell’Emilia-Romagna. “Risparmiare l’acqua significa rendere il territorio più sicuro”, ha spiegato Mammi, ricordando che la Regione ha in programma nuove opere per un miliardo di euro. Tra gli interventi previsti figura anche un bando da 20 milioni di euro destinato alla realizzazione di nuovi invasi irrigui consortili.

Il valore della risorsa idrica non riguarda soltanto l’agricoltura, ma anche il paesaggio, l’ambiente e la prevenzione del dissesto idrogeologico. Lo ha ricordato Paolo Sckokai, direttore dipartimentale nel campus piacentino dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, citando il caso della filiera del pomodoro. Secondo Sckokai, la filiera fino al prodotto finito vale circa 800 milioni di euro, un sistema economico che non potrebbe esistere senza una disponibilità adeguata di acqua.