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Green economy. Alverà, Snam: “Idrogeno vettore della lotta al climate change”

“The Hydrogen Challenge – 2019 Global ESG Conference”: al convegno Snam sull’idrogeno vettore per la produzione di energie rinnovabili, il Presidente di Snam Luca Dal Fabbro e l’Amministratore delegato Marco Alverà siglano importanti accordi alla presenza del Presidente del Consiglio Conte.

Le potenzialità dell’idrogeno come vettore energetico pulito del futuro nel contesto della lotta al climate change e la crescente integrazione dei fattori ambientali, sociali e di governance (ESG) nelle strategie delle imprese. Sono questi i temi al centro dell’iniziativa “The Hydrogen Challenge – 2019 Global ESG Conference” organizzata da Snam a Roma con il patrocinio del ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale e del Consiglio Nazionale delle Ricerche. La conferenza è stata caratterizzata dalla partecipazione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, accolto dal Presidente di Snam Luca Dal Fabbro e dall’Amministratore delegato Marco Alverà.

All’evento sono intervenuti il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, il sottosegretario per gli Affari Esteri e la cooperazione internazionale Manlio Di Stefano e, in videoconferenza, il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli.

Il Ministro Patuanelli ha detto che “per arrivare a neutralità climatica dobbiamo fare un patto verde con le imprese. Troppo spesso si parla di protezione ambientale e ancora oggi, tra le imprese, c’è chi vede l’ambiente come un ostacolo. Per me l’ambiente non è più un aspetto da proteggere, ma deve essere un motore economico”.

“Il Primo Ministro Conte ha inserito nel programma, come sapete, un Green new deal che è stato valutato positivamente dall’Europa. Dobbiamo, secondo l’Unione Europea, presentare una valutazione più attenta e precisa rispetto alle modalità con cui gli obiettivi verranno realizzati. Entro la fine del 2019 trasmetteremo all’Unione Europea la nostra strategia e, allo stesso tempo, chiederemo agli altri Paesi di unirsi ai nostri sforzi”.

“L’idrogeno green – ha continuato il Ministro riferendosi al tema principale della giornata – possiede una prospettiva attraente per il nostro paese. Una delle sfide più interessanti è quella legata ai costi. Per questo occorre lavorarci fin da subito”.

Stefano Besseghini, Presidente Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ha sottolineato come l’innovazione abbia bisogno di attori industriali: “L’Italia può giovare un ruolo centrale nello sviluppo delle tecnologie perché ci sono le condizioni, c’è un modello a cui fare riferimento e credo ci sia anche un regolatore attento e disponibile all’ascolto. Siamo davanti a una grande possibilità che va colta per uscire da momento di difficoltà”.

Nel corso del dibattito odierno, è stato approfondito il ruolo dei gas rinnovabili, e in particolare dell’idrogeno, per contrastare i cambiamenti climatici e l’inquinamento atmosferico. L’idrogeno, elemento più abbondante dell’universo, non genera nei suoi vari utilizzi emissioni climalteranti e inquinanti e può essere trasportato e stoccato utilizzando le infrastrutture esistenti. Secondo l’associazione Hydrogen Council, di cui fa parte anche Snam, il valore dell’economia dell’idrogeno è destinato ad aumentare dai circa 100 miliardi di dollari l’anno a 2.500 miliardi di dollari nel 2050.

“The Hydrogen Challenge – 2019 Global ESG Conference”. Marco Alverà, Amministratore delegato di Snam, ad Affaritaliani.it: "Idrogeno: una soluzione per combattere il climate change"

“L’idrogeno può avere un ruolo importante nella decarbonizzazione e nella lotta al cambiamento climatico e occorre un impegno comune di tutti gli stakeholder, dalle istituzioni alle imprese, per favorire il suo sviluppo su vasta scala”, ha dichiarato l’Amministratore delegato di Snam Marco Alverà. “L’Italia può essere in prima fila, grazie alle sue capacità imprenditoriali e di ricerca, alla sua capillare infrastruttura del gas e alla sua posizione geografica. Secondo i nostri studi, in uno scenario di profonda decarbonizzazione, l’idrogeno potrebbe coprire quasi un quarto dei consumi di energia nazionali al 2050. Per questo proseguiremo la nostra sperimentazione in Campania ed entro fine anno introdurremo nella rete di trasmissione del gas naturale un mix di idrogeno al 10%. Sono proprio le regioni del Sud Italia, dalla Campania alla Puglia alla Sicilia, ricche di energia rinnovabile, quelle che potrebbero favorire l’affermazione dell’idrogeno come vettore di energia pulita nonché nuove opportunità di sviluppo e occupazione”.

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Marco Alverà, Snam: "Idrogeno: una soluzione per combattere il climate change"

“Finora l’idrogeno è stato molto caro. La discesa dei costi delle energie rinnovabili e dell’elettrolizzatore (la macchina che trasforma l’acqua in idrogeno attraverso l’elettricità) renderà l’idrogeno competitivo", ha detto ad Affaritaliani.it Marco Alverà. "Già oggi la mobilità è a idrogeno, anche se per noi il punto più interessante e quello da cui vogliamo partire è un altro. Noi vogliamo continuare a immettere idrogeno allo stato puro dentro i nostri gasdotti insieme al metano, come già abbiamo fatto – primi al mondo - in Campania. Vogliamo mostrare come l’idrogeno possa entrare nelle nostre cucine, nei nostri scaldabagni, nelle nostre fabbriche senza alterare il comportamento del metano. È un modo a costo zero per inserire sempre più rinnovabili nel sistema e combattere la sfida ai cambiamenti climatici”.

“Oggi l’idrogeno è un mercato grande: ci sono 60 milioni di tonnellate di idrogeno grey, e cioè prodotto da combustibili fossili con la conseguente emissione di anidride carbonica. Si tratta di un mercato che vale 100 miliardi di dollari. Noi peniamo che in cinque, dieci anni, molto dell’idrogeno grey possa iniziare a essere sostituito da idrogeno green (fatto da sole e vento) oppure blu (prodotto dal metano ma catturando l’anidride carbonica). Idrogeno green e blu sostituiranno il grey e un giorno faranno andare avanti i camion, le navi e anche gli aerei”.

ESG e “Snam Plastic Less”: che cosa intende Snam per sostenibilità. Luca Dal Fabbro, Presidente di Snam: "Con Snam Plastic Less eliminiamo la plastica monouso"

Il Presidente di Snam Luca Dal Fabbro ha lanciato l’avvio del programma “Snam Plastic Less”. L’iniziativa è finalizzata alla riduzione dell’utilizzo della plastica negli imballaggi industriali entro il 2023 ed eliminare dal 2020 la plastica monouso nei distributori di bevande in tutte le sedi aziendali. 

Ai microfoni di Affaritaliani.it, il Presidente Dal Fabbro ha detto: "Abbiamo istituito il primo comitato ESG in Italia per integrare i fattori ambientali, sociali e di governance all’interno della strategia dell’azienda. Abbiamo quindi proposto all’assemblea dei soci di inserire la legge Golfo-Mosca nello statuto (per inserire la diversità di genere come elemento fondante) e abbiamo lanciato un piano molto ambizioso per l’eliminazione della plastica single use già dal 2020 e a partire dal 2023 la anche la plastica degli imballaggi. Pensiamo che gli ESG siano fondamentali per garantire il futuro di un’azienda di successo. Non parliamo solo di sostenibilità ambientale, ma anche di sostenibilità del business, di attenzione e quindi di sostenibilità nei confronti dei territori; non dimentichiamo gli aspetti di diversity e di governance. Serve una governance coerente, trasparente e che garantisca che gli obiettivi strategici vengano declinati in tutti i livelli dell’azienda".

Il Presidente di Snam, Luca Dal Fabbro, ha continuato sottolineando come "Snam abbia la responsabilità non solo di non inquinare, non solo di investire in nuove tecnologie, ma anche di alimentare un confronto che unisca su un piano volto alla sostenibilità e alla trasparenza per creare la società del futuro.

Perché questo avvenga dobbiamo combattere aspetti come l’inquinamento e il riscaldamento globale. Siamo infine convinti che la diversità sia una ricchezza per le imprese e per la società".

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VIDEO - Luca Dal Fabbro, Snam: "Con Snam Plastic Less eliminiamo la plastica monouso"

Snam: promosso l’Osservatorio permanente ESG con LUISS

Il programma si inquadra nel contesto della crescente integrazione dei fattori ESG nell’attività di Snam. Lo scorso mese di maggio la società, prima in Italia, ha avviato un nuovo comitato del Consiglio di Amministrazione dedicato interamente ai temi ESG. A tal proposito, con l’obiettivo di promuovere la diffusione dei fattori ambientali, sociali e di governance all’interno delle imprese e in particolare nei Consigli di Amministrazione, Snam ha dato il via a un Osservatorio permanente ESG. La finalità è avviare riflessioni comuni, coinvolgendo anche altre società quotate italiane, sui temi ESG e definire best practice. In questi mesi, in collaborazione con LUISS, l’Osservatorio ha svolto una prima indagine su un campione di 20 gruppi europei, finalizzata a comprendere natura, ruoli, funzionamento e impatti dei comitati dei Consigli di Amministrazione nell’orientare gli investimenti e la gestione secondo i principi ESG.

Il Presidente di Snam Luca Dal Fabbro ha commentato: “È fondamentale che l’attenzione ai fattori ambientali, sociali e di governance sia sempre più integrata nella gestione delle aziende. In Snam vogliamo essere tra i protagonisti di questo percorso nel quale l’Europa e l’Italia possono essere leader globali. Per tale ragione, dopo la recente costituzione di un comitato del Consiglio di Amministrazione dedicato esclusivamente ai fattori ESG, abbiamo avviato un Osservatorio che avrà il compito di contribuire a rafforzare la consapevolezza su questi temi, monitorando i progressi e segnalando le best practice tra le aziende quotate in Italia e in Europa”.

Studio Snam-McKinsey: lo sviluppo dell’idrogeno per la produzione di energia solare ed eolica

In Italia l’idrogeno ha grandi prospettive di sviluppo in virtù del significativo potenziale naturale per la produzione di energia solare ed eolica, dalla quale è possibile ricavare “idrogeno verde” tramite elettrolisi dell’acqua, e della capillare rete di trasporto gas esistente. Secondo uno studio Snam-McKinsey, presentato oggi insieme al libro “Generation H” di Marco Alverà, l’idrogeno potrebbe arrivare a coprire quasi un quarto (23%) della domanda nazionale di energia entro il 2050 in uno scenario di decarbonizzazione al 95% (necessario per rientrare nel target di contenimento del riscaldamento globale entro 1,5°), più dell’attuale quota di mercato combinata dell’elettricità generata da fonti rinnovabili e fossili (20% nel 2018). Questa crescita potrebbe verificarsi grazie alla progressiva e ormai consolidata diminuzione del costo di produzione dell’energia elettrica rinnovabile solare ed eolica e a una contestuale riduzione del costo degli elettrolizzatori, determinata dalla produzione di idrogeno verde su larga scala. Il maggior potenziale di utilizzo di idrogeno riguarda il settore dei trasporti (camion, bus e treni), quello residenziale (riscaldamento) e alcune applicazioni industriali (raffinazione e processi che richiedono elevate temperature).

Nel mese di aprile di quest’anno, a Contursi Terme (Salerno), Snam ha avviato per prima in Europa la sperimentazione di una miscela di idrogeno al 5% e gas naturale nella rete di trasmissione servendo due aziende della zona. L’impegno di Snam nell’idrogeno rientra nel progetto Snamtec, varato nell’ambito del piano strategico al 2022 e caratterizzato da 850 milioni di euro di investimenti in transizione energetica e innovazione.

Gli accordi: il memorandum Snam in Israele per la green economy e l’accordo quadro Snam-CNR per lo sviluppo dell’idrogeno

Nel corso della giornata, l’Amministratore delegato di Snam Marco Alverà ha firmato due accordi sui temi dell’energia sostenibile e dell’innovazione. Il primo, siglato alla presenza dell’ambasciatore di Israele in Italia Dror Eydar, è un memorandum of understanding con l’Autorità per l’Innovazione di Israele (The National Technological Innovation Authority) mirato a favorire la collaborazione tra Snam e aziende israeliane, in particolare start-up, nelle tecnologie innovative al servizio della green economy. Il secondo, firmato con il presidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) Massimo Inguscio, è un accordo quadro Snam-CNR finalizzato a progettualità e analisi comuni per lo sviluppo dell’idrogeno e in generale dei gas rinnovabili e della mobilità sostenibile. La collaborazione, in particolare, prevede l’avvio di un tavolo di lavoro congiunto per valutare studi di compatibilità di quantità crescenti di idrogeno nelle infrastrutture gas e nella mobilità, analisi di processi di cattura, trasporto e stoccaggio dell’anidride carbonica, studi di nuove tecnologie nel settore del biometano e in generale del low-carbon gas.

 

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