A Roma, chi la vive ogni giorno lo sa bene, il problema non è tanto avere più autobus quanto riuscire a farli arrivare a destinazione senza dover passare metà del viaggio imbottigliati nel traffico. È da qui che parte la nuova scommessa del Campidoglio, che sta mettendo in progettazione due linee di Bus Rapid Transit, una sull’asse Ostia-Eur e l’altra tra Battistini e Casalotti, per le quali sono stati finanziati, rispettivamente, 500mila e 400mila euro. Iniziative differenti per territori e tracciati, ma accomunate dalla stessa idea, ossia spostare più gente nel minor tempo possibile.
Non il solito autobus: cosa cambia con il BRT
Non si tratterà dei soliti autobus con corsia preferenziale. La differenza, almeno sulla carta, sta tutta nella struttura. Un BRT non è semplicemente un autobus elettrico né una linea ordinaria a cui viene aggiunta qualche carreggiata riservata. Nello specifico, l’idea è quella di creare un corridoio di trasporto con sede protetta, poche fermate, mezzi capienti e passaggi frequenti, per evitare che il mezzo rimanga fermo agli stessi semafori o ingorghi delle automobili e possa risultare un’alternativa valida agli spostamenti attuali che sia effettivamente rapida e vantaggiosa.

Il primo intervento riguarderà uno dei percorsi più delicati della mobilità romana, ossia quello tra il litorale e l’Eur. Il BRT dovrebbe partire da EUR Fermi, dove sarà possibile intercettare la Metro B, e proseguire verso Ostia Centro lungo la direttrice della Cristoforo Colombo. La linea interesserà aree come Mostacciano, Mezzocammino, Vitinia, Acilia, il quadrante Casal Palocco-Infernetto e un collegamento con il polo ospedaliero IFO-San Gallicano. Il progetto prevede inoltre l’integrazione con i bus di adduzione e con i parcheggi di scambio, passaggi ogni cinque minuti nelle ore di punta e una capacità stimata di 3.000 o 4.000 passeggeri all’ora per ogni direzione. Dal lato opposto della città, invece, la futura linea dovrebbe collegare Battistini, che consentirà a coloro che arrivano dal capolinea opposto di avere accesso diretto alla Metro A, con piazza Ormea per circa cinque chilometri e, stando alle stime, con quasi l’80% del percorso separato dal traffico ordinario. Il viaggio completo dovrebbe durare all’incirca 16 minuti, con un autobus ogni quattro minuti nelle ore di punta. I mezzi saranno snodati, lunghi 18 metri e alimentati a batteria. Il percorso dovrebbe avere sei o sette fermate intermedie e arrivare fino a quattro parcheggi di scambio, nelle aree di Torrevecchia, del GRA e di Casalotti.
Dal ClicBus al BRT: due modi diversi di muoversi a Roma
Insomma, un nuovo modo di avvicinare il trasporto pubblico a quei quartieri più difficili da raggiungere e che arriva a poco più di due mesi dall’introduzione di Clicbus, i bus a chiamata. La differenza con questi ultimi è che l’intento non è semplicemente quello di andare incontro al singolo passeggero, ma di costruire un vero e proprio asse stabile sul quale far muovere grandi quantità di persone. Per il momento, però, i finanziamenti annunciati riguardano la progettazione. Bisognerà attendere il progetto definitivo, le scelte sul tracciato, gli interventi stradali, i fondi per realizzare l’infrastruttura e infine i lavori affinché i cittadini possano usufruire del nuovo servizio. La vera prova, dunque, arriverà quando dalle carte si passerà alla strada.

