Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Libri & Editori » Dimmi che libri hai letto e ti dirò quali leggerai (o dovresti leggere)

Dimmi che libri hai letto e ti dirò quali leggerai (o dovresti leggere)

Dimmi che libri hai letto e ti dirò quali leggerai (o dovresti leggere)
editoria amazon p

Dimmi che libri hai letto e ti diro’ quali leggerai (o dovresti leggere)
di Editor Insider
(l’autrice lavora da anni nelle case editrici, mondo che racconta dall’interno con la garanzia dell’anonimato)

È notizia freschissima, Apple batte Amazon 1 a 0. La compagnia di Cupertino ha ufficialmente acquisito BookLamp per 15 milioni di dollari soffiandola ad Amazon. Oggetto del contendere dei due colossi è una start up che cambierà molte cose nel panorama editoriale on line. BookLamp infatti è in grado di fornire consigli di lettura in base a algoritmi precisi in grado di valutare gusti e tipologie di lettura. Questo permetterà a Apple di migliorare l’offerta di iBooks che ad oggi è carente dal punto di vista della personalizzazione, non suggerisce “chi legge questo, dovrebbe leggere…” . BookLamp, attraverso una tecnologia molto interessante chiamata Book Genome Project, esegue una vera e propria scansione del testo, ne comprende il contenuto e tramite un sistema di divisione in scene e punti di interesse effettua una ricerca utilizzando un motore interno in grado di paragonarne i contenuti con quelli degli altri libri. Le attuali tecnologie, invece, si limitano a suggerire i libri in base al titolo o al genere già letto. Un notevole passo avanti direi.

I libri vengono analizzati nei contenuti da algoritmi di “linguaggio naturale”, che fanno un’analisi lessicale, strutturale e semantica del testo; riuscendo quindi a catturare nei particolari i gusti dell’utente, indipendentemente dal genere. Nel frattempo Amazon non è rimasta a guardare, ha deciso di puntare più sui social network acquisendo GoodReads, il più grande social network dei libri (16 milioni di iscritti, 23 milioni di recensioni), e già possedeva Shelfari e, in parte, LibraryThing, analoghi siti per discutere e condividere le proprie letture. GoodReads, creata nel 2006, è una piattaforma in cui si possono lasciare commenti, votazioni, suggerimenti e partecipare alle discussioni degli altri utenti riguardanti i libri. Questa mega-acquisizione da parte di Amazon ha puntato i riflettori sul valore nel mercato e centralità acquisita dai social network all’interno del sistema editoriale mondiale per la capacità di mettere in contatto milioni di lettori con una passione in comune. Anche in casa nostra, lo scorso marzo, Mondadori ha portato avanti un’operazione del genere acquisendo Anobii (da ‘anobium punctatum’, il ‘tarlo della carta’), il social network legato ai consigli e alle recensioni di lettori, attraverso il quale gli utenti hanno la possibilità di condividere la propria libreria, scrivere recensioni e commenti. Tradotto in 15 lingue, quasi un milione di iscritti in tutto il mondo, di cui 300.000 solo in Italia, ha “memorizzato” un catalogo di 40 milioni di libri. Al gruppo di Segrate interessa soprattutto la base di informazioni contenute nel social reading: gusti, tendenze, dati sensibili legati all’anagrafe dei lettori. Una strumento in più per anticipare le mode e le tendenze. È ormai chiaro che i colossi editoriali hanno capito la rilevanza assunta dai social reading, ma tutte queste acquisizioni garantiranno ancora la neutralità e indipendenza del loro ruolo?