Una ragazzina di nome Perla, obesa ed emarginata dai suoi coetanei, che si trova a vivere un’esperienza ai limiti dell’umanamente tollerabile. È partito da qui lo scrittore viareggino Divier Nelli per scrivere “Posso cambiarti la vita”, pubblicato dallo storico marchio editoriale Vallecchi Firenze, il suo nuovo romanzo, dopo il fortunato Giorno degli orchi del 2017 (Guanda editore).
Una storia inquietante, per come racconta il bullismo, scandagliando le dinamiche e le motivazioni più intime e profonde. Il tutto sorretto da una scrittura essenziale, originale, piegata alle proprie esigenze. Una storia che piacerà ai ragazzi e a chi è ragazzo dentro. Uno stile di scrittura che si fa notare per essenzialità ed eleganza formale: “Per l’esigenza di eliminare fronzoli e orpelli e di lasciare a nudo la storia. Di conseguenza ciò mi porta a utilizzare le parole e la punteggiatura strettamente necessarie. Niente virgolette, punti esclamativi, due punti, trattini, parentesi. Non utilizzo neppure segni di interpunzione per indicare inizio e fine di una battuta di dialogo” spiega Nelli.
La storia ha delle attinenze con le cronache?
La trama è del tutto inventata, così come lo sono il paese di Poggio in Chianti dove la giovane protagonista abita assieme alla nonna e il liceo Margherita Hack che frequenta. Gli unici spunti collegati alla cronaca sono la viralità sui social di certi contenuti realizzati dai più giovani e i messaggi relativi a Giochi, Sfide più o meno pericolose, eccetera, che ricevono.
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Uno scrittore di narrativa come lei si pone dei paletti etici o ha il solo fine di raccontare delle belle storie?
Paletti etici,cosa sono? Scherzi a parte, cerco solo di raccontare storie e coi miei personaggi sono spietato, politicamente scorretto, li maltratto, calpesto, faccio succedere loro le cose più tremende. In narrativa per me il buonismo non è la linea guida, tantomeno il finale catartico, o quello che ripristina l’equilibrio o un ordine a ogni costo. Proprio come nella vita reale, una situazione può mettersi male e talvolta finire anche peggio.
Leggendo il suo romanzo il rimando immediato a Stephen King, pur non essendoci risvolti horror, quali altri riferimenti si dà come scrittore?
Grazie infinite per il rimando a King, sono onorato e arrossito. Credo che ogni scrittore sia anche il risultato di tutte le letture fatte. Quelle belle ti restano dentro e influenzano in qualche modo. Quelle brutte non lasciano niente ma sono lo stesso utili per capire cosa non fare in narrativa. Oltre al citato Re, i miei riferimenti sono Georges Simenon, Elmore Leonard, Erskine Caldwell, Anthony Burges, Peter Blatty, Italo Calvino, Leonardo Sciascia, Ignazio Silone, Igino Ugo Tarchetti,Mario Tobino… Potrei andare avanti parecchio.
Se dovesse delineare l’identikit dei lettori ideali per questo suo nuovo romanzo?
Non mi chiedo mai quali siano i destinatari delle mie storie. Penso che in questo caso i lettori ideali potrebbero essere gli adolescenti, considerato il fatto che la protagonista e gli altri personaggi sono loro coetanei. Ma anche i loro genitori o chi è interessato a dinamiche tipiche di quella età.
Leggendo la sua bibliografia ci si chiede perché non scriva più romanzi… pigrizia, difficoltà o scelta mirata?
Nessuna delle tre. Scrivo quando penso di avere qualcosa di interessante da raccontare e lavoro anche due tre anni alla stesura e ristesura della stessa storia. Poi ci sono i tempi editoriali, cui non si può sfuggire.
Con quale stato d’animo affronta questa nuova uscita editoriale in piena pandemia?
Be’, è un momento difficile per tutti, certamente non sono sereno ma cerco di guardare e andare avanti.
È orgoglioso di associare il suo nome alla Vallecchi?
Chi non lo sarebbe? Vallecchi occupa un posto fondamentale nella storia dell’editoria italiana. Ha pubblicato autori come Malaparte, Prezzolini, Martinetti, Soffici, Palazzeschi, Bargellini, Campana, Papini, Paolieri, Ungaretti, Gide, Stendhal, Dickens, Burroughs e molti altri.
Sta lavorando a un nuovo romanzo?
Sì. E al solito si tratta di una vicenda che nulla ha a che fare con le precedenti che ho scritto.

