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Chiarelettere

SU AFFARITALIANI.IT UN BREVE ESTRATTO
(per gentile concessione di Chiarelettere)

E intanto comparso un enorme cartellone allo svincolo fra Tor di Quinto e via Flaminia dove una bellissima bambina bionda mi sorride quando torno a casa. Ha gli occhi azzurri e le labbra che si schiudono sul bianco dei dentini mentre i riccioli dorati le ricadono sulla fronte e due meravigliose fossette rallegrano le guance. Sotto una scritta recita: ≪Fozza Italia≫. La luminosita del suo viso accompagna il mio percorso mettendomi di buon umore. Ma la scritta mi rimane incomprensibile, e immagino che alluda a qualche nuovo formaggino che sta per essere messo in commercio. Ne vedo in giro forse altre due o tre, ma e lei quella che incrocio ogni volta che torno a casa, di fianco alla rampa dove spesso sono costretta a rallentare: e il suo viso tondo fra la cascatella dei ricci mi fa compagnia mentre resto in fila. Quella scritta, ≪Fozza Italia» con le due z, che mi incuriosisce. Dovra passare del tempo perche riesca a collegare la sua immagine a quella dell’imprenditore che sempre più spesso vedo sui giornali, dallo sguardo stranamente senza ciglia. Un imprenditore milanese, molto amico di Bettino Craxi, un ≪bauscia≫ dall’ottimismo indistruttibile che si prepara a entrare in politica. E quella stupenda bambina, ancora non lo so, rappresenta la nuova versione di Cappuccetto Rosso, dove il Lupo, ingoiata la nonna, invece di mettersi la cuffietta e gli occhiali e ficcarsi a letto, indossa il grembiulino a quadretti e la mantellina col cappuccio, una liscia maschera dal ≪sorriso perenne≫: pronto ad azzannare impunemente l’Italia. E nel giro di poco piu di un decennio moltiplichera per dieci il contenuto del suo panierino...

(continua in libreria)
 

Rosetta Loy, classe '31, torna in libreria con "Gli anni fra cane e lupo - 1969-1994, il racconto dell'Italia ferita a morte", pubblicato da Chiarelettere. Per l'occasione, Affaritaliani.it l'ha intervistata.

Il suo nuovo libro è un viaggio nel secondo '900 italiano, in cui non sono mancati i momenti oscuri. Le difficoltà che vive il nostro Paese oggi, non solo a livello economico ma anche politico e sociale, sono il risultato di quanto accaduto in quei decenni? Perché ha sentito l'esigenza di scrivere "Gli anni fra cane e lupo"? Il libro è rivolto alle nuove generazioni?
"Sicuramente sì. Gli anni fra cane e lupo è un piccolo libro di storia che ho iniziato perché ho molti nipoti e perché la generazione dei più piccoli non sa niente, non conosce la storia degli ultimi decenni, quasi come se oggi si dovesse vivere sospesi sull’acqua... Allora ho pensato che potevo cercare di raccontarla in maniera semplice, e ho iniziato a studiare, ma mentre leggevo e scrivevo ho capito che stavo imparando io stessa delle cose; ero partita da alcuni presupposti ma, lavorandoci, ho capito la storia che abbiamo vissuto era completamente diversa da come ci era apparsa vivendola. Mi si è disegnato un quadro inquietante, un quadro che inizia con la caduta dell’aereo di Mattei, e ripercorre gli anni fino al ‘94, con l’arrivo di Berlusconi in politica".

Rosetta Loy

Come ha vissuto, da scrittrice, il ventennio berlusconiano?
"In maniera piuttosto inconsapevole. Nel senso che il personaggio mi sembrava un grande imbonitore di piazza. E speravo che se ne accorgessero tutti. E invece...".

Nel '97 lei pubblicò "La parola ebreo" (Einaudi 1997), la storia di una famiglia romana nel periodo delle leggi razziali: come ha vissuto le polemiche seguite alla morte di Erich Priebke?
"Male, perché i giornali gli hanno dato troppo spazio. E mi è ritornato come un rigurgito la repulsione per il nazismo e i suoi esecutori più spietati, tra cui c’è sicuramente Priebke il quale ha fatto uccidere a sangue freddo (alcuni li ha uccisi lui) 335 innocenti fra cui dei ragazzi (tredici morti in più rispetto a quelli richiesti dal 10% per i soldati tedeschi morti nell’attentato di via Rasella nel marzo del ’44). I prigionieri vennero ammazzati dentro una cava, uno dopo l’altro, con un colpo alla nuca, senza neanche accorgersi che quello precedente fosse morto. Priebke diede poi ordine di far franare la terra per chiudere l’imbocco della cava... Nessuno doveva sapere dove erano stati ammazzati. Rivederlo sui giornali vecchio e dignitoso che faceva la spesa a Roma non era bello e forse c’era anche qualcuno che poteva pensare che non fosse l’orrendo assassino che invece è stato".

Lei ha scritto numerosi, premiati, romanzi (tra cui "Le strade di Polveri", Einaudi, che ha vinto il Campiello e il Viareggio): a quando il prossimo?
"Credo che non ci sarà. Ho 82 anni e forse è ora di chiudere con l’invenzione, anche se è molto divertente. Resta la memoria finché c’è".

 


 

 

Tags:
rosetta loyrosetta loy intervistachiareletteregli anni fra cane e lupo
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