Il 15 marzo è uscito I need you, il singolo di Max Nardari che anticipa il primo album (visibile alla fine di questo articolo). Nel frattempo i progetti dell’artista sono molti e variegati: Affaritaliani.it l’ha intervistato per parlarne e farsi dare qualche anticipazione.
Regista, produttore, direttore artistico, cantante… una vita impegnata ma specchio dei tempi: una volta esisteva “il posto fisso”, ora l’eclettismo è la norma. Ti senti un esempio per i giovani che stanno cercando la propria strada?
Tempo fa sarei stato più modesto, ma dato che in questi ultimi due anni mi sono stupito io stesso di quante cose sono riuscito a fare, ti rispondo di sì, mi sento un modello per i giovani in cerca della propria strada. Anche per questo ho deciso, alcuni mesi fa, di scrivere un libro sul tema, il cui titolo racchiude un po’ tutto il mio percorso, un po’ un mio slogan: Meglio fare 100 cose bene che una male. Il libro uscirà a giugno insieme al mio prossimo singolo. Ti posso dire che solo ora, dopo oltre 20 anni di esperienza tra cinema e musica, mi sono reso conto che ho dato troppo ascolto agli altri e che era invece giusto seguire la mia naturale indole. Mi è sempre stato detto che fare più cose insieme sarebbe stato dispersivo. Ora ho scoperto che è vero il contrario, e ciò mi ha portato a farle meglio e in modo ancora più professionale. In due anni sono diventato direttore artistico di due festival del cinema, uno addirittura internazionale. Ho avuto l’opportunità di fare il conduttore accanto a grandi attrici, cantanti e showgirl come Tosca D’Aquino, Matilde Brandi, Flora Canto, Elisabetta Pellini e Arianna. Ho prodotto con la mia società La mia famiglia a soqquadro, un film uscito prima al cinema, ora su Amazon Prime Video e a breve su Rai1.
E dopo tutto ciò, come hai vissuto quest’anno di stop a ogni evento nello spettacolo e nella musica?
In questo periodo terribile mi sono ritrovato anche single ed è stato forse un bene da una parte perché, nella totale solitudine, ho incanalato tutte le mie energie su tanti fronti artistici. Oltre alla scrittura del libro ho preparato anche un nuovo film a episodi per Amazon Prime Video, Diversamente, in uscita a fine aprile, con un grande cast tra cui Michela Andreozzi, Euridice Axen, Simone Montedoro e Fioretta Mari. A breve inizierò anche le riprese di un documentario internazionale sulla moda per le piattaforme e anche un nuovo cortometraggio molto divertente. Inoltre sto finendo in studio il mio primo album che conterrà 12 brani pop dance in inglese di cui alcuni anche colonna sonora del film, come I need you. Sto anche cercando una popstar per un featuring, spero di trovarla per il brano lancio dell’intero album.
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Che è poi il tuo primo album, in uscita in autunno, lanciato appunto dal singolo I need you. Cosa ci puoi anticipare?
Il testo del brano I need you, ho bisogno di te, nasce come inno d’amore al cinema che, da troppo tempo, è rimasto chiuso a causa del Covid, e ha bisogno di rinascere e farci sognare. Ho realizzato il videoclip I need you con l’ausilio di grandi professionisti, tra cui Emiliano Leone, il re dei VFX e un team di grandi ballerini del Centro Danza Seil di Terni, secondi al mondo di hip hop alle finali inglesi. Il mio video vuole omaggiare il grande cinema, soprattutto del passato, in particolare quello fantascientifico dagli anni ‘80 fino agli al 2010, ripercorrendo film memorabili come Blade Runner, Minority Report, Matrix e Gravity. Io stesso, nelle vesti del Capitano Anderton del film Minority Report osservo, proprio come un regista, su uno schermo virtuale i grandi divi americani. I need you è il secondo singolo di un album pop dance in inglese che uscirà il prossimo autunno, dal titolo Nothing to lose, e si intitolerà così perché penso che in questo periodo storico non abbiamo proprio nulla da perdere e che dobbiamo buttarci sulle cose che ci piacciono davvero, senza preconcetti. Gli altri brani sono pop funky: uno in particolare, Tonight, uscirà il prossimo giugno e ci farà ballare tutti.
Chissà se potremo farlo davvero, magari a un concerto dal vivo. Come immagini il futuro? Rassegne online, concerti in streaming… oppure la presenza fisica è insostituibile?
La presenza fisica è senza dubbio insostituibile. Non se ne può più di questi eventi online. Per ora è l’unica soluzione, ma voglio pensare che dall’estate le cose cambieranno e pian piano torneremo alla normalità. Anche se non sarà esattamente come prima. Ci sarà un risveglio collettivo di coscienze e noi artisti porteremo alla luce tante cose nuove e originali.
Per esempio, a te cosa piacerebbe fare?
Un sogno nel cassetto? Realizzare un grande film musical stile La La Land, dove unire musica, cinema e danza. Tutti dicono che in Italia i musical al cinema non funzionano quindi, da buon bastian contrario, questo mi sprona maggiormente a volerlo realizzare.




