Il digitale corre all’inseguimento della tv. Il volume d’affari crescerà del 12,2% ogni ogni. Fino al 2018, quando la spesa che gli inserzionisti destineranno a internet supererà quella televisiva. Nel 2009 , la pubblicità televisiva era il doppio di quella online. Se nel 2013 i numeri dicevano 25% contro 31%, nel 2018 diranno 33 contro 32. I dati analizzati da PwC confermano la tenuta della tv e l’ascesa del digitale. E allora chi paga? Internet non intacca la radio, rosicchia quote di mercato a magazine e outdoor e divora un’abbondante fetta della pubblicità sui giornali quotidiani, ridotti dal 14 al 10%.

La tecnologia cambia il mondo e il mondo cambia il mercato. Nei prossimi cinque anni assisteremo all’esplosione del settore media in Cina, Brasile, Russia, India, Messico, Sud Africa, Turchia, Argentina e Indonesia. Da soli, questi nove Paesi rappresenteranno il 21,7% del mercato globale, con la Cina che scipperà al Giappone il secondo posto, dietro agli Stati Uniti.
E l’Italia? “Dopo la recessione, l’Italia ha davanti una prospettiva positiva”, dice Andrea Samaja di PwC Italia. “I nostri dati mostrano una ripresa in settori chiave come la tv. Ma a guidare la crescita sarà guidata dal digitale e dal mobile in particolare”. Nel 2018, l’85,3% degli italiani avrà uno smartphone. Una penetrazione che farà schizzare gli utenti mobile da 33 a 52 milioni.






















