Cominciamo dalle cifre: il gruppo editoriale Condé Nast risarcirà con 5,8 milioni di dollari 7500 ex lavoratori. A usufruirne sarano ex stagisti pagati anche un’euro l’ora.
L’editore ha preferito chiudere un accordo milionaro piuttosto che arrivare in tribunale. La contesa era partira da una denuncia di due ex stagisti, Lauren Ballinger e Matthew Leib. Ai due si sono accodati migliaia di ex lavoratori, dando vita a una class action davanti alla quale Condè Nasta ha preferito aprire il portafogli. Meglio spendere che ritrovarsi in un tribunale contro migliaia di lavoratori che, dal 2007 a oggi, hanno ricevuto paghe da fame, ben al di sotto del minimo sindacale del settore. I rimborsi non sono certo da paperoni: dai 700 ai 1900 dollari. Una somma che evidentemente gli ex stagisti hanno ritenuto accettabile, soprattutto in confronto ai loro passati stipendi. Percepiti in redazioni prestigiose come Vogue, Vanity Fair e GQ.
Matthew Leib ha lavorato niente meno che al New Yorker con uno stipendio dai 220 ai 360 euro. In piena estate. Nel 2009, Lauren Ballinger ha lavorato per la rivista W per un euro l’ora.
Non è la prima volta che un gigante dell’editoria finisce impelagato in procedimenti simili. Il mese scorso, la Nbc ha accettato di pagare 6,4 milioni dollari per chiudere una vertenza con migliaia di stagisti pagati in media 505 dollari al mese.

