Nel mondo della comunicazione in divenire, restano due punti fermi: la Tv attira ancora la maggior parte degli investimenti pubblicitari e internet cresce a un ritmo senza pari. Tutto scontato? Non esattamente, visti gli anatemi di chi da per morta la Tv e per sfiancata la corsa del web.
Nel secondo trimestre 2013, gli investimenti globali si concentrano ancora sulla televisione: la tv assorbe ancora il 57,6% della spesa pubblicitaria globale. Seguono i giornali, cartacei. Sono sempre meno ambiti, ma conservano una quota del 19%. Internet (a livello globale) resta al 4,3%: per ogni dollaro speso, al web arrivano 4,3 centesimi. Rispetto agli altri mezzi, però, internet cresce. Secondo Nielsen, gli annunci di internet display ha guadagnato il 26,6%, sei volte il progresso mostrato dall’altro settore in crescita, la tv (+4,2%). Segno meno per radio, quotidiani, magazine e cinema.
I direttori media interpellati da Affaritaliani confermano. La Tv generalista, nonostante il calo degli ascolti, resta centrale. Ma sempre più spesso è afficancata dal web. Importanti imprese come Mondelez e Gsk hanno confermato che quote vicine al 20% del prossimo budget sarà convogliato sul web.

