David, fumata (quasi) bianca
C’è voluto più tempo del previsto, ma la partita dei David di Donatello pare chiusa. Stando alle indiscrezioni di Dagospia, alla presidenza dell’Accademia del Cinema Italiano andrà Silvia Calandrelli, per anni volto e cervello di Rai Cultura, mentre la direzione artistica toccherà a Gian Luca Farinelli, l’uomo della Cineteca di Bologna.
Piera Detassis ha guidato l’Accademia per otto anni e il suo secondo mandato è scaduto a marzo; il rinnovo passa dalla prima riunione del consiglio direttivo. Da allora la poltrona è rimasta lì, contesa a bassa voce nei salotti romani. E la soluzione trovata dice molto: per la prima volta le due cariche vengono divise, niente più presidente-direttore artistico tutto in uno come ai tempi di Detassis e, prima ancora, di Rondi.
I due nomi non escono dal cappello. Calandrelli, scrive Dagospia, è cara a Dario Franceschini e a Giovanni Grasso, portavoce di Mattarella — e non è un dettaglio, per un premio che vive sotto l’Alto Patronato del Quirinale e che ogni anno sfila proprio al Colle per l’annuncio delle candidature. Farinelli, dal canto suo, è probabilmente il più stimato all’estero tra gli operatori culturali italiani del cinema, il papà del Cinema Ritrovato. Un solo intoppo: dal 2022 presiede anche la Fondazione Cinema per Roma, e qualcuno si chiede come farà a tenere insieme tutte le casacche.
Chi ha mosso i fili? Per Il Fatto Quotidiano, sfumata la sua candidatura, sarebbe stato Salvo Nastasi in persona — con il cappello di presidente Siae, la stessa Siae che ha ripianato il deficit dell’Accademia — a suggerire i due nomi. Curioso il risultato: due profili di sinistra benedetti sotto un governo di destra. A Roma la chiamano scelta bipartisan, che è un modo elegante per dire che conveniva a tutti.
Poi c’è la ciliegina: Martin Scorsese presidente onorario. Carica che oggi non esiste — servirà ritoccare lo statuto — ma il nome è tutt’altro che casuale: Scorsese e Farinelli si conoscono da decenni, Bologna è casa sua quando si parla di restauri. Sarebbe il colpo d’immagine per dare ai David quel respiro internazionale che la stanca cerimonia televisiva insegue da anni. Manca solo un dettaglio, mica piccolo: il voto del consiglio direttivo. Fino a quel momento, ufficialmente, non c’è nulla.

