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Digitale, la società è iperconnessa. L'esperto: "Serve Detox tecnologico"

La società in cui viviamo oggi è una società “iperconnessa”

Secondo un'indagine di Deloitte del 2016, condotta in 31 Paesi con 49500 interviste tra cui 2000 in Italia, presentata allo #Sconnessiday oggi al ministero della Salute, l'83% legge le email di lavoro durante la notte, il 37% controlla le notifiche sul cellulare nel bel mezzo della notte e al mattino il 57% controlla il telefonino entro 22 minuti dal risveglio. Durante il giorno il 92% utilizza il cellulare al lavoro e il 59% controlla il telefono oltre 200 volte al giorno. L'80% si addormenta col cellulare il mano e il 21% di sera guarda film o serie tv in streaming o in diretta.

L'esperto: "E’ necessario un Detox Tecnologico"

Dati che confermano la forte influenza che le tecnologie hanno sulle nostre abitudini quotidiane e come utilizzarle impropriamente comprometta sempre di più la vita sociale, famigliare, scolastica e lavorativa, andando ad alterare tutti i ritmi biologici dell’individuo.

«La società in cui viviamo oggi è una società “iperconnessa” che non conosce più il valore del tempo. Abbiamo grandi difficoltà a gestire le nostre emozioni e i nostri spazi di vita, sia lavorativi che familiari.», afferma il Presidente dell’Associazione Di.Te, Giuseppe Lavenia: «Leggendo i dati relativi all’indagine Deloitte ritengo fondamentale insegnare ed informare, sia le famiglie che gli ambienti di lavoro, di quanto sia importante disintossicarsi dalla tecnologia. Proprio per questo, come Associazione, abbiamo iniziato ad organizzare, in tutta Italia, dei “Detox Tecnologici” per le aziende. Tre giorni in cui durante l’attività lavorativa viene vietato l’utilizzo del telefonino, ovviamente sotto la nostra supervisione e supporto. Risultato? I manager stessi si sono dichiarati meno stressati e anche il tempo dedicato alle attività lavorative è risultato più produttivo. Lo stesso percorso che cercheremo di organizzare anche per le famiglie, dove ormai la quotidianità è caratterizzata sempre di più dall’utilizzo dei devices e sempre meno dai rapporti face-to-face. I genitori dovrebbero sedersi e comunicare di più con i loro figli, conoscere ciò che fanno, sia quando sono online che quando escono con gli amici. Inoltre, i genitori non dovrebbero impegnare i propri figli per l’intera giornata ma lasciare anche a loro il tempo da dedicare allo svago e agli amici, altrimenti, avendo sempre la tecnologia a disposizione, si rischia che questi ricerchino la socializzazione solo nelle ore notturne, da qui nasce il fenomeno, in notevole aumento, del Vamping», conclude il Presidente dell’Associazione Di.Te, Giuseppe Lavenia.

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