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La condanna di Berlusconi, il decreto del fare, le trame di Renzi. L'osservatorio privilegiato di Facebook ci consegna anche stavolta retroscena imperdibili.

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LA FUGA

 

Il complotto comunista si è compiuto. A 20 anni dalla prima volta in cui la bandiera rossa entrò nel palazzo di giustizia, il percorso si è compiuto. Silvio è stato ormai accerchiato: i comunisti avanzati da tutte le procure del paese sono finalmente riusciti a marciare su Roma, prendendo in pugno il palazzo della Cassazione. Qui i supremi giudici sono stati destituiti durante la camera di consiglio: al loro posto dei soviet-man hanno riscritto per benino la sentenza, consegnata da altri compagni alla procura di Milano che dovrà farla eseguire. Le prime notizie dell'ultim'ora non sono fondate. Non si prevede né la detenzione né i lavori socialmente utili (che Berlusconi pretendeva di aver già eseguito prendendo Cassano e Balotelli al Milan). Si ipotizzano invece 12 mesi da passare in una comune allestita nella curva dei tifosi del Livorno insieme a Bertinotti, Diliberto ed alla Camusso. Amaro lo sfogo di Berlusconi, dopo aver saputo poco prima della sentenza che i mitici Puffi altro non fossero che la rappresentazione della società comunista: "ed io che li ho mandati in onda per anni sulle mie reti, sarebbe questa la gratitudine?".

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LA VEGLIA

 

Sono state ore drammatiche anche per Enrico Letta che ha seguito l'attesa della sentenza in ginocchio durante l'ennesimo ritiro spirituale con i ministri. D'altronde è comprensibile. E' diventato presidente del Consiglio senza essere stato mai votato da nessuno, senza che si fosse mai visto in campagna elettorale. Qualcuno addirittura ipotizzava fosse diventato compagno di mummia di Veltroni in qualche sotterraneo del Pd. Letta a questo punto non sa cosa accadrà. Le rassicurazioni sulla tenuta del governo non gli bastano più. Durante la veglia di attesa ha recitato varie preghiere, incentrate tutte sul lavoro, argomento da lui stesso definito un'ossessione. Non ha mai detto però di quale lavoro si trattasse. Ora è chiaro: si riferiva al suo. Quando parlava di giovani  si riferiva proprio a se stesso. E quando parlava di disoccupazione si riferiva al suo possibile futuro. Per un attimo ha pensato di farcela. Il telefono ha iniziato a squillare. Alfano voleva fargli sentire l'esultanza dei supporters di Silvio. E così anche Enrico aveva cominciato a saltellare di qua e di la. Poi la doccia fredda: la piazza si era sbagliata, aveva capito male. La condanna è stata confermata. Sono subito cominciate telefonate frenetiche con i capigruppo dei partiti che sostengono il governissimo. Dopo aver scartato l'idea di abolire per decreto la Cassazione si è pensato ad una nuova forma di indulto. Tutti i condannati a 4 anni avranno uno sconto proporzionale pari alla condanna stessa. L'idea è subito piaciuta.

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IL FARE

 

D'altronde sarebbe un vero peccato perdere così prematuramente un governo che si sta spendendo  tanto per le sorti di tutti noi. La Gazzetta Ufficiale è stata costretta ad aumentare la sua foliazione: non fa più in tempo a pubblicare tutti i nuovi decreti, le leggi, i provvedimenti che l'esecutivo sforna ogni giorno. Nel decreto del fare spazio a numerosissimi interventi dei quali è impossibile non accorgersi. Ad esempio si è subito messo mano ad un ostacolo alla concorrenza davvero inaccettabile: per gli stalker era diventato troppo difficile molestare dal carcere ex ragazze o mogli. Ora da casa ci riusciranno sicuramente meglio: d'altronde il telelavoro va incentivato, è il futuro. Anche perché internet è stato ulteriormente liberalizzato: finalmente il wifi sarà a disposizione di tutti gli esercenti senza dover tutte le volte identificare i clienti che si connettono. Al tempo stesso però si è deciso di togliere fondi allo sviluppo della banda larga. In tempi di crisi sarà chiesto agli italiani di ritirare fuori il modem 56k e se possibile anche il commodor 64. Buone notizie anche per i sindaci di città sotto i 15.000 abitanti eletti in Parlamento. Potranno mantenere entrambi gli incarichi. Un emendamento potrebbe permettere loro di fare guerra al comune più vicino, annettendolo.

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FI-RENZI

 

Intanto Renzi prosegue la sua marcia verso la conquista del Pd. Non solo incontri internazionali ma mobilitazione continua dei suoi fedelissimi in Parlamento. E poi c'è un piano di comunicazione studiato su misura per lui. Dopo la partecipazione a "C'è posta per te" che ha fatto tanto discutere, Renzi sta pensando di accettare l'offerta di Antonio Ricci per diventare un nuovo inviato di Striscia, vestito da Fonzie. La cosa simpatica è che realizzerà servizi dalla sua Firenze denunciando tutte le mancanze del sindaco. I fiorentini ormai non ci fanno più caso: se hanno qualcosa da chiedere al sindaco non chiamano neanche in comune ma consultano direttamente "Tv Sorrisi e Canzoni" per scovare in quale studio possono rintracciarlo. Renzi ha sempre risposto di non essersi dimesso da sindaco per non fare commissariare il comune in un momento così delicato. Insomma meglio tornarci nei week-end che affidare Palazzo Vecchio ad uno sconosciuto burocrate. Dopo la Merkel, il rottamatore vorrebbe volare negli Stati Uniti. Gli incontri internazionali si concluderanno ad Eurodisney.

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