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Cook perseguitato dallo spettro di Jobs: tutti i segreti di Apple
tim cook

"Se continua così Apple finirà come Sony". Una nobile decaduta delle tecnologia. La colpa? In gran parte del ceo Tim Cook, perseguitato dallo spettro di Steve Jobs. E' questa la tesi di Yukari Iwatani Kane, ex reporter del Wall Street Journal, e del suo libro "Haunted Empire". Che tradotto suona più o meno come "l'impero infestato" (dal fantasma del suo fondatore).

Il libro parla di Tim Cook come di un maniaco del lavoro privo di talento e incapace di innovare. Una sorta di burocrate della tecnologia che rischia di far perdere a Apple quell'aura mistica che Jobs aveva così fortemente costruito cone le sue presentazioni liturgiche. Tanto erano famosi i discorsi di Jobs tanto sono celebri i silenzi di Cook. Le riunioni sarebbero una tortura, con il ceo capace di "ripetere la stessa domanda dieci e più volte di fila" con il solo obiettivo di mettere in soggezione il proprio interlocutore".

Un personaggio imperturbabile, che però, davanti a queste accuse, non si è risparmiato. In una delle sue rare interviste, Cook ha definito il libro "senza senso" perché "non comprende cos'è Apple", un gruppo con "85 mila dipendenti che lavorano ogni giorno per creare i migliori prodotti possibili". "Abbiamo avuto molti profeti di sventura nella nostra storia . Ci fanno più forti".

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Yukari Iwatani Kane non si è scomposto. "Se Cook ha risposto in questo modo vuol dire che ho toccato un nervo scoperto". Al di là della capacità attrattiva di Jobs, com'è messa Apple? E' certo che deve affrontare una concorrenza molto più forte rispetto a tre anni fa: Android ha (per ora) vinto la sfida dei sistemi operativi, tanto che anche il co-fondatore della Mela Steve Wozniak ha invitato il gruppo a progettare smartphone per il robottino verde. Samsung è egemone tra gli smartphone e corre anche in un mercato creato da Apple, quello dei tablet.

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Dal punto di vista creativo, più che innovazioni, l'era Cook è stata caratterizzata da modifiche (iPad Air e nuovi iPhone) a progetti nati con Jobs. Ma, sulla linea della continuità, l'amministratore delegato è riuscito a trattenere in azienda Jonathan Ive, il designer che ha meriti indiscussi sul successo della Mela.

La concorrenza, è vero, preme. Ma non bisogna dimenticare che il trimestre chiuso a dicembre è stato da record: ricavi a 57,594 miliardi (il picco di sempre), utili netti per 13,072 miliardi di dollari e utile per azione salito a 14,50 dollari. Per il prossimo periodo, Apple prevede una flessione di margini e ricavi. Ma si parla comunque di 42-46 miliardi. E se rispetto all'apice di settembre 2012 le azioni sono scese del 20%, è pur vero che, da quando Cook è amministratore delegato, la capitalizzazione di Apple è salita del 40%. Lupetti neri a parte, se questa è una crisi...

twitter@paolofiore

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