L’Odissea di Nolan debutta nei cinema cinesi, le previsioni
Il nuovo film di Christopher Nolan, “L’Odissea”, ha debuttato venerdì nei cinema cinesi, in quello che si preannuncia come un banco di prova importante per capire se i grandi titoli hollywoodiani riescano ancora ad attrarre il pubblico cinese, in un mercato ormai dominato dalle produzioni locali. I primi segnali sembrano incoraggianti. La pellicola sta uscendo su gran parte degli 800 schermi Imax disponibili nel paese e la settimana scorsa Pechino ha ospitato una prima molto seguita al China National Film Museum, con Nolan presente insieme agli attori Matt Damon e Charlize Theron. I biglietti per le anteprime del weekend sono andati esauriti rapidamente, e il film ha scalato le classifiche dei titoli più attesi sulla piattaforma di ticketing Maoyan.
Il contesto in cui il film si inserisce è complicato. Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina hanno spinto Pechino a limitare il numero di produzioni occidentali autorizzate all’uscita nelle sale, e negli ultimi anni i film locali – spesso sostenuti dal governo per promuovere il cinema nazionale – hanno generato circa l’80% degli incassi annui. Negli ultimi cinque anni, meno di dieci film hollywoodiani sono riusciti a entrare nella top ten cinese. Nonostante ciò, con la Cina che punta a rilanciare i consumi, le produzioni americane stanno tornando gradualmente nei cinema del paese, anche se lontane dai livelli pre-pandemia.
Secondo How Wee Ng, ricercatore dell’Università di Westminster specializzato in cinema nel mondo sinofono, Nolan gode di uno status quasi da “marchio” agli occhi di molti spettatori cinesi, in particolare tra le fasce urbane, istruite e di classe media che oggi cercano proposte più raffinate rispetto ai classici action-thriller. Un precedente incoraggiante c’è già: “Oppenheimer” incassò circa 450 milioni di yuan (66 milioni di dollari) nel 2023, risultando tra i film di maggior successo dell’anno in Cina, mentre titoli come “Interstellar” e “Inception” restano tuttora molto amati dal pubblico locale.
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Gli esperti non concordano sulle prospettive del film. Il critico pechinese Liu Nandou si aspetta un risultato modesto, stimando un incasso finale tra i 300 e gli 800 milioni di yuan (44-118 milioni di dollari), e sottolinea come la complessità narrativa di Nolan possa risultare ostica per il grande pubblico dei blockbuster.
Di parere opposto è la critica indipendente Yu Yaqin, convinta che il tema del ritorno a casa e della riunione familiare – centrale nell’Odissea omerica – possa toccare corde profonde nella cultura dell’Asia orientale, anche tra chi non conosce il poema originale. Yu cita inoltre l’effetto di un’intervista a Nolan diventata virale sui social cinesi, condotta dalla dottoranda e podcaster Zhong Shu, che ha raccolto decine di milioni di visualizzazioni. Secondo Ng, il concetto greco di Xenia – l’ospitalità dovuta allo straniero, discusso nell’intervista – trova un parallelo nel confuciano Li, il codice di condotta e rispetto reciproco, rendendo il tema più familiare al pubblico locale.
Il lancio arriva in un momento difficile per l’esercizio cinematografico cinese, alle prese con un rallentamento economico e una serie di blockbuster nazionali deludenti al botteghino. Secondo la società di analisi Top Data, 806 sale hanno chiuso nel 2024 e altre 740 hanno sospeso l’attività nel 2025; a luglio le autorità hanno invitato gli esercenti a diversificare l’offerta, ad esempio con ristorazione e spazi espositivi. In questo scenario, osserva Yu, i film americani restano commercialmente troppo importanti perché le sale cinesi possano permettersi di farne a meno: con i margini sempre più risicati, nessun cinema può rifiutarsi di programmare un titolo capace di portare pubblico in sala.

