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MediaTech
Mercato unico digitale, chi è costui?

di Milo Goj

Il suo nome ufficiale è Mercato unico digitale, conosciuto anche con l'acronimo Mud. Promosso dalla Ue entrerà in vigore entro la fine del 2016, quindi da qui a un anno. Uniformerà il mercato europeo online affinché in qualsiasi Paese dell'Unione gli stessi contenuti, gli stessi prodotti e gli stessi servizi siano disponibili ai medesimi prezzi. Un progetto ambizioso, in grado di dare nuove spinte alle imprese. Peccato che la metà dei manager europei ne sia del tutto all'oscuro.

Come emerge infatti da una ricerca Ricoh Europe / Coleman Parkes Research, sviluppata recentemente intervistando ben 1.360 dirigenti aziendali di tutto il Vecchio continente, soltanto il 51% dei manager ne ha sentito parlare. Ma le dolenti noti non sono finite. Una percentuale plebiscitaria del campione (92%) ammette che la propria azienda non può assolutamente essere pronta, entro la data prevista, per l'introduzione del Mercato unico digitale, la cui applicazione include la serie di normative più innovative dell'ultimo decennio. Un piano della Commissione europea, presentato il maggio scorso, ha reso note le strategie per il Mud. Una serie di azioni mirate dovranno essere attuate appunto entro la fine del 2015, puntando a tre obiettivi: migliorare l’accesso ai beni e servizi digitali in tutta Europa per i consumatori e le imprese; creare un contesto favorevole e parità di condizioni affinché le reti digitali e i servizi innovativi possano svilupparsi; massimizzare il potenziale di crescita dell’economia digitale.

Nella corsa al Mud, la nostra classe dirigente aziendale pare essere in pole position. I manager italiani sono, insieme ai francesi quelli maggiormente informati sul “Piano Mercato unico digitale”: ne è a conoscenza il 70%. Ma non è tutto: a dichiarare che la propria azienda non è pronta, è il 91% dei nostri connazionali intervistati. Percentuale “bulgara”, ma comunque inferiore, sia pure di un solo punto percentuale alla media europea, e sensibilmente più bassa rispetto a quella francese e tedesca (95%).

Insomma, il Mud a oggi pare essere un progetto semisconosciuto alla business community e ritenuto, almeno nel breve periodo non realizzabile. Una delle tante iniziative della Ue destinate a restare per anni sulla carta.

Tuttavia, la ricerca dà anche un segnale positivo: le aziende sono motivate ad arrivare al Mud, che garantirebbe diversi vantaggi. Per il 56% degli intervistati si assisterebbe all'incremento del numero di clienti provenienti dai Paesi dell'Unione, per il 52% si concretizzerebbe la possibilità di entrare in nuovi mercati europei e per quasi il 50%, il Mud avrebbe anche l'effetto di innanzare l'efficenza delle aziende.

#

Percentuale delle aziende in ciascun Paese che conoscono la strategia dell’Unione Europea in relazione al mercato unico digitale

#

Percentuale delle aziende in ciascun Paese che non sono pronte per il mercato unico digitale

1.

Italia

70%

1.

Polonia

97%

-

Francia

70%

2.

Francia

95%

2.

Spagna

65%

-

Germania

95%

3.

Germania

61%

3.

Belgio / Lussemburgo

94%

4.

Regno Unito

57%

4.

Regno Unito

92%

5.

Polonia

47%

-

Spagna

92%

-

Austria

47%

-

Portogallo

92%

6.

Ungheria

46%

5.

Ungheria

91%

7.

Paesi Bassi

43%

6.

Italia

91%

8.

Portogallo

30%

7.

Paesi del Nord

90%

9.

Belgio / Lussemburgo

29%

8.

Austria

88%

10.

Paesi del Nord

28%

9.

Paesi Bassi

86%

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Tags:
mercato unico digitaleimpresa
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