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Rai: Cda approva a maggioranza nomine direttori. Mazzà al Tg3 e.. tutti i nomi

Il cda della Rai vara il pacchetto di nomine dei tg proposti dal direttore generale Campo Dall'Orto e un secondo dopo i due esponenti della minoranza dem, Miguel Gotor e Federico Fornaro, annunciano le loro dimissioni dalla commissione di Vigilanza. "Il Partito democratico - spiegano - non è nato per riprodurre i vizi del passato, ma per cambiare l'Italia e, convinti che un altro Pd sia possibile, ci dissociamo da uno stile e da un costume politico che non ci appartiene". Una presa di distanza tutta politica che nel mirino non ha, dunque, i vertici di viale Mazzini ma il governo. E, segnatamente, Matteo Renzi.

Dopo il fallimento del blitz notturno in Vigilanza, e il tentativo messo in atto proprio da Fornaro di stoppare le nomine con un ordine del giorno, il Consiglio di amministrazione riunitosi questa mattina ha dunque approvato i nomi dei nuovi direttori. Ida Colucci al Tg2 (al posto di Marcello Masi), Luca Mazzà al Tg3 (al posto di Bianca Berlinguer), Andrea Montanari a Radio 1 Giornale radio (al posto di Flavio Mucciante), Nicoletta Manzione a Rai Parlamento (al posto di Gianni Scipione Rossi). Alla fine il pacchetto di nomine passa a maggioranza con i voti contrari dei tre consiglieri di opposizione: Carlo Freccero, Arturo Diaconale e Antonio Mazzuca.

Si compatta, invece, il fronte della maggioranza sebbene più di qualche perplessità sia stata espressa "sul metodo più che sul merito" sia da Franco Siddi che da Rita Borioni, espressione dei "giovani turchi". Una spaccatura netta, insomma, anche se in consiglio non ci sarebbero stati mai toni aspri. Come sempre, è invece dagli schieramenti politici che si alza il polverone maggiore. Sul piede di guerra c'è di certo la minoranza dem. Scende in campo anche Pierluigi Bersani: Miguel Gotor e Federico Fornaro - scrive su Facebook - hanno fatto bene a dimettersi dalla commissione di Vigilanza, non è vero che in materia di Rai 'così fan tutti'".

Pioggia di critiche anche da tutta l'opposizione che accusa il presidente del Consiglio di aver creato in Rai un monocolore a sua immagine e somiglianza. "Sono nomine fatte per accontentare Renzi", dice Maurizio Gasparri di Fi, mentre Massimiliano Fedriga della Lega sentenzia: "E' iniziata l'era Renzogan". Critici anche i 5stelle che accusano il premier di voler "militarizzare l'informazione" ma respingono anche le accuse di chi, come Gasparri, punta il dito contro la decisione del presidente della Vigilanza, Roberto Fico, di non porre ieri in votazione alcun documento. "Noi - spiegano - non accettiamo lezioni di pluralismo da Forza Italia".

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