Lo aveva detto il ceo di Twitter, Dick Costolo: “Il nostro modo di gestire gli abusi fa schifo”. A due mesi da quell’affermazione, sono cambiate le regole del social network. Le vecchie norme proibivano già spam, phishing, contenuti offensivi, minacce dirette. Regole che però erano applicate, per stessa ammissione di Twitter “in modo troppo blando”.
Adesso sarà vietata anche la “promozione della violenza a danno di altri”. Anche se il cambiamento più importante è un altro: in caso di violazione, lo staff di Twitter potrà bloccare (senza preavviso) un account. Sarà una sospensione. Twitter potrebbe chiedere di rimuovere i tweet sotto accusa. Se l’utente accetterà, tornerà attivo.
Twitter vieta l’uso di contenuti multimediali pornografici o eccessivamente violenti. Bando ad “abusi mirati o molestie” e all’uso indebito del nome utente. Proibito anche pubblicare o postare minacce dirette e specifiche di violenza contro altri o (e questa è una novità) incitare alla violenza contro altri. Il salto di qualità anti-troll non sta però tanto nella norma quanto nella punizione: la sospensione dell’account.

