Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Mediatech » Venezia 83, Susan Sarandon: “Boicottata da Hollywood per le mie posizioni su Israele”

Venezia 83, Susan Sarandon: “Boicottata da Hollywood per le mie posizioni su Israele”

Susan Sarandon racconta al Festival di Venezia di aver perso ruoli negli Usa per le sue posizioni su Israele e Palestina

Venezia 83, Susan Sarandon: “Boicottata da Hollywood per le mie posizioni su Israele”
at the Premiere of film The Echo Chamber at the 83rd Venice International Film Festival September 06 2026, Venice, Italy (photo by Gian Mattia D’Alberto/Lapresse)

Susan Sarandon racconta alla Mostra del Cinema di Venezia di aver subito conseguenze professionali negli Stati Uniti per le sue posizioni su Israele e Palestina. L’attrice sostiene che alcuni film non le vengano più proposti e che agenzie abbiano sconsigliato ai registi di scritturarla.

Susan Sarandon racconta le conseguenze delle sue posizioni

A 79 anni Susan Sarandon torna alla Mostra di Venezia e usa la presentazione del suo nuovo film per parlare anche delle conseguenze che le sue dichiarazioni politiche avrebbero avuto sulla carriera.

L’attrice premio Oscar ha dichiarato al Lido di essere stata “boicottata per le mie posizioni su Israele”, spiegando che negli Stati Uniti continuerebbe a perdere opportunità professionali.

Leggi anche: Venezia 83, Susan Sarandon sfila sul red carpet elegantissima in total black con scollo a barca

Secondo quanto riportato dall’ANSA, Sarandon sostiene che esistano ancora produzioni che non le vengono proposte e agenzie che invitano alcuni registi a non affidarle un ruolo.

La sua ricostruzione riguarda soprattutto le conseguenze delle posizioni assunte pubblicamente negli ultimi anni sulla guerra a Gaza, sul sostegno americano a Israele e sulla condizione dei palestinesi.

Cosa era successo a Susan Sarandon nel 2023

Le conseguenze professionali erano diventate pubbliche già nel novembre 2023.

Sarandon partecipò a una manifestazione pro-Palestina a New York e pronunciò alcune frasi che provocarono forti polemiche. La United Talent Agency, che la rappresentava, decise successivamente di interrompere il rapporto professionale con lei.

Leggi anche: Festival di Venezia, dopo il successo e i fotografi ecco la passeggiata solitaria di Alessandro Borghi sul Lido

L’attrice si scusò in seguito per una parte delle proprie dichiarazioni, sostenendo di essersi espressa in modo sbagliato, senza però abbandonare le sue posizioni umanitarie e la richiesta di tutela della popolazione civile palestinese. People ricorda che la rottura con UTA risale proprio a quella fase.

A Venezia Sarandon ha spiegato che la situazione sarebbe cambiata solo in parte. Sul mercato americano continuerebbe a incontrare resistenze, mentre lavora con maggiore continuità in produzioni internazionali.

Perché Susan Sarandon è a Venezia

L’attrice è al Lido per The Echo Chamber, film diretto da Andrea Pallaoro e presentato in concorso alla Mostra del Cinema. Il progetto nasce dall’ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci ed è uno dei titoli italiani in corsa per il Leone d’Oro. Repubblica riferisce che Sarandon ha parlato del proprio rapporto con l’industria cinematografica proprio durante gli incontri veneziani legati al film.

Sarandon ha ringraziato Pallaoro per aver scelto di lavorare con lei nonostante le pressioni che, secondo l’attrice, sarebbero arrivate dall’ambiente cinematografico.

La star ha spiegato di trovare oggi più spazio fuori dagli Stati Uniti. “Ci sono molti progetti a livello internazionale nei quali mi sento accolta”, ha detto al Lido.

CLICCA QUI PER ALTRE NOTIZIE SUL CINEMA E TV