Premessa doverosa, gli ascolti, soprattutto le “virgole” sono spesso dovuti a circostanze contingenziali, dovute cioè a posizionamenti dei programmi nei palinsesti o a situazioni o eventi occasionali o semplicemente unici. Ma l’ascolto di un programma, alla lunga scadenza, è la base su cui parte la considerazione se una trasmissione è forte oppure no.
Voice senior vince per un semplice motivo: perchè il programma c’è. C’è perchè ha trovato una sua quadra derivando dal programma madre, ovvero Voice of Italy, la struttura, ma sapendola allargare e focalizzare su di un preciso gruppo di, chiamiamoli forse anche impropriamente concorrenti, i “senior” appunto. A loro non viene chiesta una continuità artistica come accade ad altri talent, ma piuttosto l’esibizione “di una sera” a coronamento di un sogno rimasto sopito per tutta una vita, oppure, costretto ad essere chiuso in un cassetto perchè la vita di tutti i giorni spesso ci costringe a percorrere altre strade.
Insomma Voice senior, con la “scusa” della musica e delle canzoni, per altro sempre forti e spina dorsale del programma, racconta spaccati di vita, soprattutto nella sua versione Senior, che spesso e volentieri sono più ficcanti di tanti documentari, il tutto confezionato molto bene. Fare il 21% fra gli uomini ed il 27% fra le donne, non è cosa da tutti i giorni per la tv di oggi. Il programma naturalmente è perfetto per la tv generalista, seguita principalmente da un pubblico maturo (33% di share fra gli over 65 che sono il 58% del suo profilo) ma con un ottimo 21% di share anche nel target 15-24 anni. Segno di una continuità che non va persa neppure fra un pubblico più giovane.
Insomma questa è la sfida della tv generalista di oggi, quella cioè di accontentare il suo pubblico di riferimento, cercando però di “trainare” anche pubblico più giovane. In questo Voice senior pare esserci riuscito.


