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Medicina
Decreto tabacco, in arrivo la stangata a Big Tobacco

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin sferra un colpo durissimo al mercato del tabacco. Il Governo italiano si appresta, con il prossimo Consiglio dei ministri di lunedì, a recepire la direttiva europea 2014/40/EU sui prodotti del tabacco. Un pacchetto di misure che rappresenta un vero e proprio colpo per tutta l’industria di settore.

Il provvedimento infatti introdurrà una serie di stringenti limitazioni sulle modalità con cui potranno essere realizzati, presentati e venduti tutti i prodotti del tabacco e quelli alternativi al fumo tradizionale. Un giro di vite che può essere letto come un significativo successo da parte del Ministero della Salute, che negli ultimi tempi sembra aver ingaggiato contro Big Tobacco una lotta senza quartiere. In altre parole, per l’industria del tabacco e per i circa 11,3 milioni di fumatori italiani, che rappresentano il 22% della nostra popolazione, le cose cambieranno.

Ma vediamo nel dettaglio quali saranno le novità più interessanti che, a partire dal 20 maggio 2016 e che diventeranno operative dopo il consueto passaggio parlamentare.

Addio ai pacchetti da 10 sigarette, in voga soprattutto tra i giovani: con le nuove regole il contenuto minimo di ogni singola confezione sarà fissato infatti inderogabilmente in 20 unità. E sulla stessa falsariga, cambierà anche il contenuto minimo dei pacchetti di tabacco sfuso da arrotolare: diventeranno tutti da 30 grammi, con la conseguenza più immediata che all’acquisto il prezzo minimo in pratica triplicherà rispetto alle attuali buste di ampia diffusione, che invece erano disponibili anche in un formato minimo da 10 grammi. Obiettivo della Lorenzin: dissuadere almeno i più giovani. Nella bozza infatti è previsto «l'inasprimento delle sanzioni per la vendita e la somministrazione di prodotti del tabacco ai minori». E si introduce oltre alla sanzione amministrativa pecuniaria (quadruplicata rispetto a quella attuale) anche la revoca della licenza all'esercizio dell'attività. E non solo: tra i divieti contenuti nel testo anche quello di fumare in auto in presenza di bambini e di donne in gravidanza, così come il divieto di vendita ai minori di sigarette elettroniche con presenza di nicotina.

Altra novità di grande impatto: sui pacchetti delle bionde ci sarà la sostituzione delle tradizionali avvertenze sanitarie con la combinazione di foto shock e messaggi forti, che andranno a ricoprire il 65% della confezione.

Secondo quanto stabilito dalla direttiva votata lo scorso anno a Bruxelles, non si potranno in nessun modo utilizzare elementi o indicazioni di proprietà energizzanti, rivitalizzanti, naturali e biologiche.

Oltre a tanti divieti, anche un’imposizione per i produttori: sarà obbligatorio, a spese dell’industria, implementare un sistema per la tracciabilità dei prodotti del tabacco, che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe supportare la lotta contro il contrabbando e contraffazione: secondo le ultime stime, oltre un pacchetto su 20 venduto in Italia non è originale, con punte del 30% in specifiche aree geografiche.

Il governo italiano in materia di lotta al tabacco non è in ritardo. La direttiva 40 della Comunità Europea ha imposto il seguente calendario: per recepire la nuova direttiva europea antifumo gli Stati membri hanno tempo fino al 20 maggio 2016 e soltanto da quella data sarà abrogata la precedente direttiva antitabacco, del 2001. (art.31). Ogni Stato dovrà quindi individuare la propria autorità incaricata dell’attuazione della direttiva entro il 20 agosto 2016. (art.26). I prodotti non conformi alla direttiva non potranno più essere venduti dal 20 maggio 2017 (art.30). Dal 20 maggio 2019 è prevista la tracciabilità per tutte le sigarette, dalla produzione (anche all’estero) fino alla tabaccheria che le rivende.  (art.15)

La prima relazione al Parlamento europeo sullo stato di attuazione della direttiva è prevista entro il 20 maggio 2021 (art.28). Dal 2024 la tracciabilità si estenderà a tutti i prodotti derivati dal tabacco. (art.15)

Ma quanto vale il mercato del tabacco in Italia?

Nel 2014 il popolo dei fumatori ha consumato circa 5mila miliardi di sigarette: il Regno Unito, Australia e Brasile registrano consumi in calo, mentre in crescita costante è la Cina, Paese – peraltro – con la maggiore percentuale di sigarette contraffatte e immesse nel mercato illecito del fumo. Impressionanti i numeri: nel Paese del Sol Levante nel 2013, con la media di 22 sigarette fumate al giorno per fumatore si è raggiunto il 50% in più delle sigarette fumate rispetto al 1986.

Dai dati raccolti nell’annuale edizione dell’ Atlante del Tabacco, che raccoglie i dati dell’American Cancer Society e della World Lung Foundation si evince che la stessa Cina e il sud Europa sono le zone con il più alto tasso di sigarette pro-capite. I numeri non sono dovuti solo alla diffusione del fumo, ma in modo particolare a una più alta “densità”, il che significa che in questi Paesi vivono i cosiddetti “fumatori forti”.

La produzione del tabacco avviene in almeno 124 Paesi del mondo. Nel 2012 quella totale è stata di circa 7,5milioni di tonnellate distribuite su quasi 4,3milioni di ettari di terreni agricoli, una superficie più grande dell’intera Svizzera. Leader mondiale è ancora la Cina, con con 3,2 milioni di tonnellate di tabacco in foglia coltivati (dati del 2012).

Per quanto riguarda invece la dimensione economica, nel 2013 i ricavi dei sei maggiori compagnie del tabacco hanno toccato quota 44,1miliardi di dollari. Il fatturato delle principali aziende produttrici nel mondo (340miliardi di dollari) è superiore al Pil dell’intera Danimarca, il 34esimo più alto del mondo con 315,6miliardi di dollari. Con 95,2miliardi di fatturato la China National Tobacco Corporation è la maggiore compagnia al mondo, seguita dalla Philip Morris International (80miliardi) e dalla British American Tobacco.

Cifre da capogiro che continua a crescere a dispetto degli allarmi dell’OMS che denuncia che il fumo è “la prima causa di morte facilmente evitabile”, responsabile ogni anno del decesso di 5 milioni di persone in tutto il mondo per cancro, malattie cardiovascolari e respiratorie. Un numero che gli esperti hanno indicato in 10 milioni entro il 2030, se non saranno adottate misure efficaci. Allarmi che i 650milioni di fumatori nel mondo sembrano ignorare.

 

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