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Milano

di Fabio Massa

Pisapia con le mani libere. Liberissime. Come aveva anticipato Affaritaliani.it, il sindaco di Milano, dopo l’annuncio della ricandidatura, metterà mano ai dossier più scottanti. Sia da un punto di vista politico che da un punto di vista economico. Anzi, è proprio il dossier economico quello più rilevante, per Pisapia, che si trova ad essere libero da qualunque tipo di condizionamento. E quindi, in bella evidenza sulla sua scrivania, c’è il dossier A2A. Questo è il primo e più grande scoglio da affrontare. Pisapia ha fiducia nel management, che tra l’altro si trova ad affrontare un’altra eredità pesante del passato, ovvero la causa milionaria della Tassara, che pare - secondo rumors di Affari - abbia una forbice di richiesta danni che va dai 35 ai 170 milioni di euro, ovviamente in base alla quotazione dei titoli. Il sindaco di Milano, cause a parte, sta pensando di spezzare - anche su sollecitazione bresciana - il tabù del 50 per cento più uno in mano dei comuni di Milano e Brescia. Dopo la prima vendita, quindi, ce ne potrebbe essere un’altra, anche se lo scenario più probabile pare essere quello di un aumento di capitale che da un lato rafforzi la compagnia, ma che dall’altro “diluisca” le posizioni delle due amministrazioni. Secondo quanto risulta ad Affari, l’intera operazione dovrebbe essere fatta in pieno spirito bi-partisan, quindi anche con il coinvolgimento della Regione Lombardia e del presidente Roberto Maroni. Poi c’è il tema della città metropolitana, dove A2A vorrebbe operare con forza nell’ambito di tutta una serie di aggregazioni. Più che le grandi fusioni, il management starebbe lavorando su una serie di acquisizioni di soggetti più piccoli ma rilevanti: Acsm-Agam, la quotata di Como e Monza, in predicato (poi operazione fallita) di fondersi con la Gelsia di Seregni, sarebbe la prima “preda”. Poi ci sarebbe, appunto, la Gelsia, una multiutility dalle uova d’oro in Brianza. Poi, c’è LineaGroup, la multiutility di Cremona, Pavia, Lodi e Rovato, con la quale i contatti vanno avanti da tempo. Intanto il 10 aprile ci sarà la presentazione del piano industriale, e si potrebbe capire se ci sono sviluppi. Inutile dire che ovviamente il primo problema è politico: Milano e Brescia devono mollare la maggioranza assoluta della società? Secondo Pisapia sì, ed sarebbe pronto ad affrontare i partiti della sua maggioranza su questa ipotesi. Tanto, non si ricandida. E quindi ha le mani completamente libere.

@FabioAMassa

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