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Milano
Aggredisce la moglie con un machete: arrestato nel Bergamasco

Ha aggredito la moglie con il machete. E non era la prima volta. Da quando aveva iniziato una relazione con la vicina, l'uomo era solito aggredire psicologicamente e fisicamente la donna, in alcuni casi anche attraverso violenze sessuali con lussazione dei polsi per immobilizzarla. In altre occasione tentava di soffocarla e usava cavi elettrici per fustigarla.

Particolarmente inquietanti erano poi le minacce di morte descritte alla vittima nei minimi particolari e con la promessa che avrebbe nascosto il suo corpo dopo averlo smembrato in piccoli pezzi nei sacchi della spazzatura. Ma alla fine la donna, dopo l'ultima aggressione, ha deciso di farsi aiutare e di raccontare tutto. E lui D.M., cittadino senegalese di 58 anni, operaio, residente a Caravaggio, è stato arrestato per maltrattamenti in famiglia culminati con l'uso di un machete contro la moglie.

L'uomo è stato arrestato dagli agenti del commissariato di Treviglio, in provincia di Bergamo, nell'ambito dell'inchiesta avviata dal pm Letizia Ruggeri. La vittima è una senegalese di 48 anni, madre di due figli minori. La vicenda è emersa a fine dello scorso anno quando la donna si è presentata all'ospedale di Treviglio con un taglio di alcuni centimetri e la frattura dell'ulna dell'avambraccio sinistro, un trauma cranico e una distorsione cervicale. La donna ha ammesso di essere stata aggredita ed è stata sentita a lungo dal personale del commissariato di Treviglio e della polizia locale di Caravaggio con l'aiuto di una interprete senegalese della zona.

Il racconto della vittima è stato una specie di 'galleria dell'orrore' che durava da 4 anni dopo la nascita di un
rapporto sentimentale del marito con una donna nordafricana vicina di casa. Da quel momento erano cominciati a mancare i mezzi di sostentamento per lei e i figli, dal momento che lo stipendio da operaio veniva utilizzato in parte a favore dell'amante. Alla lamentela della donna ne conseguivano delle violenze psichiche e fisiche sempre più frequenti.

Fino all'ultima violenza, quando D.M. dopo aver accompagnato i bambini fuori casa, ha reagito con particolare violenza contro la moglie: dopo averla percossa, ha preso un enorme coltello tipo machete e lo ha affilato. Lei si è rifugiata in camera da letto ma lui ha sfondato la porta. A quel punto la donna ha cercato di difendersi facendosi scudo con l'asse da stiro che veniva però colpito dai folli colpi di machete e ridotto a pezzi. Dopo quest'ultimo episodio la donna con i figli sono stati ricoverati in una comunità protetta.

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