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Milano
Berlusconi sindaco, Affari l’aveva anticipato. Fi lo vuole perché sa di perdere. Analisi

di Fabio Massa

Semplicemente impossibile, ma è una bella ipotesi. Affascinante. Al punto che Affaritaliani.it, un paio di settimane fa, l’aveva lanciata: Silvio Berlusconi sindaco di Milano. Il leader maximo direttamente in campo. Ora è il Corriere che ci torna su, come fosse un’ipotesi e non un sogno. Un sogno per gli azzurri perché sarebbe l’unico modo di riuscire ad arginare uno strapotere Pd che parte da una “base” del 38-40 per cento. E scusate se è poco. Così, ai due convegni gemelli, quello del Pd al nuovo palazzo della Regione, e quello di Forza Italia al Pirellone, dell’ipotesi Silvio-sindaco, se ne è parlato. A mezza bocca, ovviamente, perché nessun leader azzurro può permettersi di dire che no, non sarebbe la scelta giusta. Per far capire il clima: non c’è stato un leader che sul palco non abbia inneggiato a Silvio Berlusconi e alla sua capacità salvifica. Eppure, a partire dalla nomine per arrivare fino alla gestione del partito, Arcore pare su un altro pianeta. Eppure, Silvio Berlusconi sarebbe una ipotesi affascinante, non c’è dubbio. Anche perché il centrodestra è in ambasce grosse. La parola d’ordine al convegno è stata: vogliamo un nostro candidato che sia un politico. Niente leghisti e niente papi stranieri. Niente Gianfelice Rocca, che pure è stato consultato e che sta aspettando di prendere il posto di Squinzi. Niente Ferruccio De Bortoli, che pure sta un po’ più a sinistra e al quale non piace per niente perdere (e la possibilità di perdere, con questa Forza Italia, è alta). Niente Claudio De Albertis, il capo dei costruttori, che pure è stato consultato. Niente Matteo Salvini, ovviamente, il cui “piano B” in caso di mazzate in Veneto non può che passare da sotto la Madonnina. L’unico candidato di Forza Italia, per adesso, si chiama Giulio Gallera, sottosegretario di Regione Lombardia, coordinatore cittadino, corridore della Stramilano. A meno che non spunti Berlusconi. In quel caso tutti zitti e dietro al leader. Anche un po’ sollevati perché Milano è la tipica sconfitta annunciata di cui nessuno vuol essere padre. Il problema è che il leader può giocarsi la faccia in un ultimo giro di giostra, che potrebbe finire anche con una sconfitta? Può davvero arrivare quasi al suicidio politico per amore del partito? E’ lecito chiederselo.

@FabioAMassa

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