Per un giorno la Darsena di Milano ha cambiato volto. Al posto del consueto paesaggio urbano, barche, remi e otto equipaggi pronti a sfidarsi a tutta velocità sull’acqua. È qui che ha debuttato la Brooks Brothers Rowing Cup, nuova competizione internazionale che ha portato nel cuore della città alcuni dei nomi più importanti del canottaggio universitario e sportivo europeo.
A imporsi nella prima edizione è stato il Brooks Brothers Boat Club, nato proprio per l’occasione riunendo dieci atleti provenienti da diverse realtà del canottaggio italiano. In una finale giocata sul filo dei 250 metri, il team ha superato l’U.S.R. Triton di Utrecht, conquistando il primo trofeo della manifestazione. Terzo posto per Cambridge. Il format è quello del Match Race sprint: equipaggi misti, con quattro donne, quattro uomini e un timoniere, chiamati a dare tutto in una gara brevissima e spettacolare. In acqua, oltre ai vincitori e agli olandesi di Utrecht, anche Oxford, Cambridge, HEC Paris, Bocconi Sport, Canottieri Milano e Canottieri Roma.
A rendere speciale la prima Rowing Cup è stato anche il livello dei suoi protagonisti. In gara c’erano sette atleti con partecipazioni olimpiche, tra cui Gabriel Soares e Andrea Panizza, medaglie d’argento ai Giochi di Parigi 2024.
Tra gli equipaggi anche Nicolò Carucci, olimpionico e pluricampione europeo, in rappresentanza di Bocconi Sport. E poi c’era lei, la grande tradizione del canottaggio universitario britannico. La rivalità tra Oxford e Cambridge, una delle sfide più celebri dello sport universitario, è arrivata fino a Milano con 20 atleti che hanno preso parte alla storica Boat Race e 12 vincitori della competizione.
Un concentrato di storie, università e tradizioni diverse, riunite per la prima volta nello stesso specchio d’acqua. La vera novità, però, è stata anche la cornice. Portare una competizione di questo livello alla Darsena significa cambiare prospettiva: il canottaggio esce dai suoi luoghi abituali e incontra direttamente la città.
Il pubblico ha potuto assistere alle gare in uno degli spazi più riconoscibili di Milano, trasformato per l’occasione in una piccola arena sportiva. È proprio questo l’elemento che sembra definire lo spirito della Rowing Cup: non soltanto una regata, ma un incontro tra sport, università, tradizione, moda e cultura urbana. Un’idea che nasce dall’incontro tra due mondi: quello della Canottieri Milano, fondata nel 1890, e quello di Brooks Brothers, storico marchio americano profondamente legato all’immaginario Ivy League e alla tradizione dei college sportivi. Anche il premio destinato al vincitore guarda alla tradizione. Il trofeo è stato realizzato dal Cantiere Ernesto Riva, storico cantiere del Lago di Como fondato nel 1771.
Linee ispirate alla prua delle imbarcazioni e alla geometria delle barche da canottaggio, una base in mogano massello lucido e un remo rivestito in carbonio: un oggetto che mette insieme il mondo della competizione e quello della nautica artigianale italiana.
A riceverlo è stato Andrea Panizza, medaglia d’argento olimpica a Parigi 2024, dalle mani di Mauro Messina, Marketing Director Europe di Brooks Brothers. Il progetto non si è fermato all’acqua. In occasione della Rowing Cup è nata infatti anche la capsule collection Brooks Brothers x Canottieri Milano, ispirata all’estetica dei rowing club americani. Undici pezzi tra tradizione e contemporaneità: blazer, camicie Oxford, polo, maglieria, felpe, shorts, rowing vest, baseball cap e cravatta regimental. Un guardaroba che porta fuori dal club l’immaginario del canottaggio e lo trasforma in stile quotidiano.
La prima Brooks Brothers Rowing Cup si chiude così con un vincitore, ma soprattutto con un’idea: portare il canottaggio più vicino alla città, al pubblico e a un modo diverso di raccontare lo sport.
E Milano, per cominciare, si è dimostrata una cornice perfetta.
Classifica finale
- Brooks Brothers Boat Club
- U.S.R. Triton di Utrecht
- Cambridge
- Canottieri Roma
- Bocconi Sport
- Canottieri Milano
- Oxford
- HEC Paris


